di Alessandro Napolitano

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L’operaio della De Vizia licenziato nell’aprile del 2014

POZZUOLI – Sembrava essersi conclusa l’odissea di Partorino Costantino, il dipendente della De Vizia Transfer licenziato e mai reintegrato. Nonostante due sentenze a lui favorevoli: la prima del dicembre scorso e la seconda di questi giorni. Secondo le quali il licenziamento dell’operaio – tra l’altro anche rappresentate sindacale dell’Ugl – non avrebbe alcun fondamento.

LA REGISTRAZIONE AUDIO – La vicenda inizia nell’aprile dello scorso anno, quando il lavoratore venne invitato da un dirigente dell’azienda ad allontanarsi dalle sede di via Campana in quanto non in servizio. La discussione tra i due andò avanti e venne anche registrata con un telefonino da parte dello stesso lavoratore. Fondamentale si è rilevata l’acquisizione da parte del giudice della traccia audio. Il cui contenuto, allegato agli atti, ha permesso ai giudici del lavoro di emettere le due sentenze. La seconda riguarda la richiesta di opposizione da parte della De Vizia al primo dispositivo, emesso nel dicembre del 2014.

“MAI PRONUNCIATE MINACCE” – Ebbene, il magistrato Antonella Filomena Sarracino ha rigettato il ricorso, condannando anche la società al pagamento delle spese a favore del lavoratore. Secondo il giudice «L’ascolto della traccia audio rende immediatamente evidente che non sono state mai utilizzate dall’opposto espressioni ingiuriose o offensive, o ancora minacciose e sintomatiche di una aggressione verbale, prima ancora che fisica» aggiungendo successivamente come «i fatti contestati si sono rivelati insussistenti, in quanto non vi è stato alcun “grave atto di insubordinazione nei confronti di un superiore”, ma semplicemente uno scambio di opinioni discordanti». Intanto l’operaio, addetto alla guida degli autocompattatori, attende ancora il suo reintegro in azienda e soprattutto le 14 mensilità arretrate.