POZZUOLI – Le hanno rubato l’auto sul lungomare di via Napoli e per riottenerla non ha esitato a pubblicare un post su Facebook con tanto di richiesta rivolta chiunque conosca il luogo in cui si trova: «Non distruggerla, vi do i soldi che ci dovete guadagnare», con tanto di numero telefonico al quale rivolgersi. Una sorta di cavallo di ritorno aggiornato ai tempi dei social, ma soprattutto proposto dalla stessa vittima della sottrazione.

DA VITTIMA A COLPEVOLE – Quest’ultima, però, probabilmente ignora di commettere in questo modo un altro reato, non dissimile in termini di gravità da quello di furto. Potrebbe infatti incappare nell’accusa di concorso in tentata ricettazione nel caso in cui dovesse avvenire lo “scambio” o solo un contatto tra vittima e ladri. In questo istante, infatti, l’auto rappresenta il corpo del reato. Una sorta di istigazione a delinquere, sicuramente avvenuta in buona fede, e dettata dalla foga del momento. Avremmo voluto scrivere di un arresto nei confronti di ladri o ricettatori, come spesso abbiamo fatto raccontando di vittime che hanno avuto il coraggio di denunciare tutto alle forze dell’ordine. Ed invece ci troviamo di fronte a qualcosa di mai visto. E che mai vorremmo rivedere più.