POZZUOLI – Segnaletica accalcata, che non delimita la ZTL e che crea confusione negli automobilisti. E’ questa, in sintesi, la motivazione con la quale il Giudice di Pace di Napoli ha accolto il ricorso di una 49enne contro la Polizia Municipale e il comune di Pozzuoli che, nel dicembre del 2019, aveva ricevuto due verbali (per un totale di 192 euro) per accesso non autorizzato nella ZTL di via Napoli. La donna, dopo aver effettuato due inversioni di marcia all’interno di due rotatorie in corso Umberto I, era stata ripresa dalle telecamere posizionate ai varchi. Difesa dall’avvocato Arturo Serao, l’automobilista puteolana è riuscita a dimostrare che da parte sua non vi è stata alcuna infrazione in quanto era stata effettuata una manovra di inversione di marcia e che la ZTL era poco visibile in quanto la segnaletica posta all’ingresso dei varchi non è sufficiente a delimitare l’area di divieto.

I DIVIETI – In particolare, i due cartelli verticali posti ad ognuna delle rotonde tra via Napoli e Corso Umberto I, oltre a non essere luminosi sono impiantati in un’aiuola e sulla rotatoria stessa e posizionati l’uno di fronte all’altro. Una tipologia di installazione che, a detta del giudice, può “verosimilmente creare confusione nell’automobilista il quale, non avendo la immediata percezione del varco da non oltrepassare, può essere indotto in errore”. Inoltre, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato il comune di Pozzuoli a pagare le spese legali e ad annullare le multe, vengono rimarcati i principi che sono alla base dell’installazione delle aree a traffico limitato.

LA SENTENZA – “I comuni sono tenuti a delimitare con precisione le aree ZTL, adottando idonea segnaletica, non accalcata e non confusionaria. -specifica il Giudice di Pace di Napoli- Al riguardo, la giurisprudenza di merito e di legittimità, evidenzia che grande valore hanno la distanza che vi è tra i cartelli, le dimensioni di questi ultimi e la loro ubicazione, ciò in considerazione che il cartello che indica la ZTL deve essere visto e compreso non dal semplice passante ma dall’automobilista alla guida che è in movimento ad ha certamente uno spazio temporale ridotto per comprenderne il significato ed avere la esatta percezione del divieto.” Una sentenza che adesso potrebbe dare il via a una serie di ricorsi da parte delle centinaia di automobilisti che negli ultimi mesi hanno ricevuto verbali per analoghe infrazioni.