POZZUOLI – Silvio De Luca si è pentito. A tre giorni dalla cattura “o nanetto” ha deciso clamorosamente di passare dalla parte della giustizia. In giornata anche i familiari più stretti hanno lasciato il quartiere di Monterusciello dopo ore di forti tensioni. La settimana scorsa uno dei suoi figli era finito nel mirino dei sicari che avevano esploso colpi di arma da fuoco contro la sua abitazione, tra De Chirico e via Rosai, tra i palazzi popolari dei “600 alloggi”, quartiere da tempo diventato la base del gruppo De Luca che aveva dato vita a un’alleanza con il potente clan D’Ausilio di Bagnoli. Proprio per questo motivo che in più di un’occasione la famiglia De Luca era stata “invitata”, a suon di colpi di pistola, a lasciare Monterusciello. Motivo per cui ‘o nanetto avrebbe deciso di pentirsi.

LA SCARCERAZIONE – Quarantuno anni, dieci dei quali trascorsi in carcere quando era affiliato all’ala quartese dei Longobardi-Beneduce, De Luca era stato scarcerato nel novembre del 2019: il suo ritorno alla libertà fu festeggiato con fuochi d’artificio e con un concerto del cantante neomelodico Anthony. Poi la “latitanza” durata quasi un anno per sfuggire alla casa lavoro dove doveva scontare un cumulo di pena fino alla cattura, venerdì scorso, da parte dei carabinieri del nucleo operativo di Pozzuoli che lo hanno stanato in una casa di Ischitella.

IL PENTIMENTO – Come per tutti i nuovi pentiti la posizione di De Luca è ora “sub judice” da parte dei magistrati per un periodo di 180 giorni durante i quali sarà chiamato a raccontare tutto ciò di cui è a conoscenza e a fornire i relativi riscontri. De Luca è il terzo pentito dei 600 alloggi: prima di lui era toccato ad Antonio D’Oriano e pochi mesi fa a Salvatore Artiaco alias “mammariello”.