di Gennaro Del Giudice

Il White Chill Out di Arco Felice
Il White Chill Out di Arco Felice

POZZUOLI – In poco meno di un mese incendiò un ristorante e un lounge bar gestiti da un’unica famiglia. Prima il “White Chill Out” di via Napoli, dove la notte del 3 giugno appiccò il fuoco danneggiando la saletta esterna del locale; poi 28 giorni dopo quello di Arco Felice, che fu completamente distrutto dalle fiamme. Quattro mesi di indagini serrate da parte di carabinieri e polizia che hanno chiuso il cerchio intorno all’attentatore che oggi ha un nome e un volto. Si tratta di un 26enne di Napoli residente al Pallonetto di Santa Lucia, Antonio Ruggiero, raggiunto nella giornata di ieri da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli per il tentato incendio doloso del ristorante di via Matteotti e l’incendio doloso del lounge bar in via Miliscola. A lui si è giunti dopo quasi 4 mesi di indagini serrate da parte dei carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, diretti dal capitano Elio Norino, e dagli agenti di polizia del commissariato di Pozzuoli diretti dal vice Questore Pasquale Toscano.

 

Il White Chill Out di via Napoli
Il White Chill Out di via Napoli

GLI ATTENTATI – Le indagini, condotte dai carabinieri per quanto riguarda il primo episodio incendiario e dal commissariato di polizia per il secondo rogo, hanno consentito di accertare la responsabilità del 26enne nei due raid incendiari. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto la notte del 3 giugno scorso: il 26enne avrebbe appiccato le fiamme al telo in plastica della saletta esterna del ristorante di via Matteotti nei pressi del lungomare Sandro Pertini, provocandone la parziale distruzione. Ad inchiodarlo sono state le impronte digitali ritrovate dai carabinieri sulla bottiglia incendiaria che era stata repertata al momento del sopralluogo. Il primo luglio, Ruggiero si era reso responsabile del secondo raid: nel mirino questa stavolta era finito il locale al civico 155 di via Miliscola, sempre dello stesso proprietario. Il modus operandi, questa volta, leggermente differente: il 26enne si era servito infatti di una tanica di liquido infiammabile distruggendo completamente il lounge bar provocando danni per oltre 100mila euro. Dopo la denuncia, sul posto giunsero i poliziotti del commissariato locale che acquisirono le immagini del sistema di videosorveglianza del locale, passaggio fondamentale per incastrare il piromane ventiseienne. In quell’occasione le vittime raccontarono di aver visto dalle telecamere di sorveglianza due uomini giungere a bordo di una moto.

 

ARRESTATO ANCHE IL PADRE – Il giovane è finito a Poggioreale e nella stessa circostanza è stato arrestato anche suo padre, Gennaro Ruggiero, 48 anni, per evasione. Appresa la notizia dell’arresto del figlio il 48enne si era presentato presso la stazione dei carabinieri nonostante fosse sottoposto alla detenzione domiciliare. L’uomo è stato anch’egli arrestato e nelle prossime ore sarà sottoposto a direttissima.