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Gennaro Esposito, detto ‘o Chips

di Alessandro Napolitano

POZZUOLI – In carcere ci è tornato per rapina ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ma in passato è stato anche condannato per concorso in tentata estorsione, assieme ad un altro affiliato del clan Longobardi-Beneduce, Giacomo Russolillo, detto ‘o lastraro. Gennaro Esposito, 38enne, residente in via de Curtis, portato in carcere dai carabinieri di Pozzuoli in esecuzione di un ordine di arresto, è invece conosciuto negli ambienti come Gennaro ‘o Chips. Era il il 27 dicembre del 2007 quando l’allora 32enne fu sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per la prima volta. Stesso provvedimento nei suoi confronti fu eseguito l’anno dopo, il 5 marzo su ordine del pubblico ministero.

VICINO AL BOSS BENEDUCE – Il 25 giugno dello stesso anno arrivò la sentenza. I giudici decisero per lui una pena a 3 anni e 4 mesi di reclusione, mentre per Russolillo la pena fu di 5 anni e 6 mesi. A seguito delle indagini si stabilì che i due avevano cercato di estorcere denaro al titolare di una concessionaria di auto ad Agnano. Un tentativo andato male per i due affiliati che poi vennero arrestati. Secondo l’Antimafia di Napoli, Gennaro ‘o Chips sarebbe stato sempre molto vicino alla fazione del clan capeggiata dal boss Gaetano Beneduce. Sono molte le intercettazioni telefoniche dalle quali risulta che tra i due c’era uno stretto rapporto.

LOTTA TRA RIVALI – Secondo due collaboratori di giustizia, Gennaro Esposito avrebbe anche cercato anche di dare fastidio ai “rivali” appartenenti alla fazione opposta e cioè quella più vicina a Gennaro Longobardi (all’epoca già detenuto) e dunque alla famiglia Pagliuca, veri reggenti dello stesso Longobardi: presenziando la piazza di spaccio del rione Toiano, storicamente di competenza dei “rivali”.