guerra di manifesti pozzuoliPOZZUOLI – Un segnale inquietante, la conferma che la “guerra è ancora in atto”. Si “leggono” così quei manifesti funebri affissi sui 70×100 della ditta concorrente. Un rituale che va avanti nel tempo, nonostante il caso-Quarto, la richiesta di arresto per 11 persone e le denunce nei confronti dei Cesarano da parte di Angelo Tarantino, titolare dell’omonima ditta. La guerra è sempre la stessa, va avanti a colpi di “segnali”: manifesti strappati, danneggiati o coperti, Pozzuoli come Quarto il teatro di battaglia.

guerra di manifesti pozzuoli2MANIFESTI COPERTI – E a “parlare” sono ancora una volta muri e pensiline, tappezzati da più parti in maniera “selvaggia” e fuori da ogni regola. Segnali di prepotenza e prevaricazione che vanno in campo a Monterusciello. Il tutto (ironia della sorte) a pochi passi da una chiesa, perchè il rispetto per i morti e la sofferenza dei familiari non esiste. Esiste invece la voglia di dominare sull’altro e (perchè no?) di “punirlo”. Così oggi pomeriggio una ditta di Quarto ha coperto con propri manifesti funebri quelli di un’altra azienda, anch’essa con sede principale nel comune flegreo.

IL “MESSAGGIO” – Segnali che descrivono una “guerra” ancora in atto, una caccia al manifesto rivale avvenuta in maniera quasi “chirurgica”. Numerose le zone del quartiere interessate dove su ogni manifesto la ditta concorrente ha attaccato un proprio manifesto, sempre nello stesso punto. Codici non scritti che sopravvivono e vengono imposti anche a Pozzuoli. E sullo sfondo un business da centinaia di migliaia di euro che da sempre fa gola ai clan.