DSCN5276 (3)BACOLI – A mali estremi, estremi rimedi: il Comune di Bacoli difende le “Grotte dell’Acqua”, sulle sponde del Lago Fusaro impedendo l’accesso al bene senza opportuna autorizzazione.

GROTTE DELL’ACQUA DIVISE A META’ – Le cisterne termali della Roma imperiale risultano infatti delimitate su ambo i lati di accesso da due cancelli che se per un verso dovrebbero “proteggere” un bene di estremo valore dall’assalto di vandali e teppisti, dall’altro lasciano “scoperta” la terza “grotta”, dividendo a metà un unico sito archeologico. Tuttavia, diversi sarebbero gli “anelli deboli” di un intervento di pulizia, tutela e protezione del sito che, nonostante le buone intenzioni del sindaco Josi Gerardo Della Ragione, sembrerebbero fare acqua da più parti.

Grotte dell'Acqua
I cancelli nei pressi delle Grotte dell’Acqua

IL SITO – E’ ben noto che le “Grotte dell’acqua”, cisterne termali d’età romana con acque salso-cloruro-sodiche tutt’oggi sorgive ad una temperatura costante di 38°, sono essenzialmente tre: la prima (a sinistra) “a volta”, “sommersa” e collegata al lago tramite un canale; la seconda (centrale) “a volta” ma in superficie; la terza (a destra) sempre “sommersa” senza “volta” e non collegata al lago.

UNA PULIZIA PARZIALE – L’opera di diserbamento e pulizia del sito messa in atto negli ultimi giorni per volere dell’Amministrazione di via Lungolago risulta essere stata effettuata soltanto parzialmente: l’area compresa tra il canale di scolo della prima “grotta” e quella attigua al parcheggio Q8, infatti, soffoca ancora tra erbacce, rovi e residui di potatura dell’area invece ripulita; all’interno delle vasche giacciono ancora indisturbati rifiuti di ogni genere, sacchetti d’immondizia e materiali utilizzati per le condutture fognarie; infine, come più sopra anticipato, il cancello antistante il parcheggio Q8 lascia fuori dalla zona “protetta”, la terza “grotta”.

Le Grotte dell'Acqua
Le Grotte dell’Acqua

LA SEGNALAZIONE DEL COORDINAMENTO DELLE PERIFERIE – In merito alla faccenda è intervenuto il Coordinamento delle Periferie, da sempre “angelo custode” delle Grotte dell’Acqua. L’associazione cittadina, che già nel 2009 ripulì simbolicamente l’intero sito archeologico, ha presentato proprio questa mattina, lunedì 25 gennaio, una segnalazione al Comune di Bacoli ed alle Soprintendenze (Speciale ed Archeologica) di Napoli e Pompei, in merito alle criticità emerse a seguito dei sopraelencati interventi. «Pur apprezzando l’intento di proteggere le “Grotte dell’acqua” dai teppisti, si potevano trovare soluzioni meno semplicistiche e meno sbrigative dei cancelli: un bene pubblico è tutelato dal degrado e dal vandalismo quanto più è vissuto e sentito dai cittadini. Questi cancelli vanno nella direzione opposta. E’ come se avessero derubato di questo bene la storia e la comunità del Fusaro». Ancora una volta, l’associazione cittadina, sollecita l’Assise ad «intervenire attivamente, riprendendo i finanziamenti e lo studio progettuale dell’ex assessore Flavia Guardascione, senza “accontentarsi” passivamente della soluzione più semplice e sbrigativa, i cancelli».

L’INTERVENTO E’ DEL CIC – Il Consigliere Comunale incaricato alla Comunicazione Istituzionale, Mauro Cucco fa sapere che «Il cancello è stato posto con le risorse del Centro Ittico Campano, su di un territorio appartenente al Cic ed un sito che per l’appunto sotto la sua giurisdizioneAnche le chiavi sono in possesso del Centro Ittico Campano», conclude il consigliere. Insomma, al momento le “Grotte dell’Acqua” risultano: parzialmente protette, inaccessibili a residenti e visitatori, soltanto in parte ripulite.

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