di Angelo Greco

Il primo impatto con la Foresta di Cuma è un cumulo di rifiuti
Il primo impatto con la Foresta di Cuma è un cumulo di rifiuti

POZZUOLI – Fango, rifiuti, manto stradale impraticabile vegetazione che quasi ricopre la strada, recinzioni divelte. Così si presenta la strada di accesso alla “Foresta di Cuma” un’oasi naturalistica che oggi è quasi inutilizzabile per colpa dell’inciviltà di chi, approfittando del luogo isolato si abbandona ad ogni atto di inciviltà e dell’ordinaria incuria di chi dovrebbe agevolare l’accesso al sito. Un biglietto da visita davvero orribile che , che seppur affascinante, denota molti problemi di gestione.

LO STERRATO – L’accesso venendo da via Virgilio a Cuma è praticamente inutilizzabile il fondo stradale è più consono ad una “Parigi – Dakar” che ad una normale strada sterrata. A percorrere questo breve tratto di strada con un’auto, che sia anche un fuoristrada, si rischia di danneggiare sospensioni e ruote. Quando piove poi si formano dei veri laghi complicati da “guadare” con l’automobile. In alcuni punti poi la vegetazione incolta arriva a toccare le poche vetture che si avventurano. La strada di accesso, ad oggi, è un invito alla fuga dal sito naturalistico, davvero in pochi possono avere il coraggio di affrontare un percorso del genere.

LE PICCOLE DISCARICHE – L’incuria dello sterrato che porta alla foresta ed al lecceto però è il male minore. Il pugno nello stomaco più forte è dato dai vari cumuli di rifiuti che sono a bordo della strada. Dai piccoli elettrodomestici alla risulta di qualche cantiere edile, fino allo scheletro di uno scooter “vespa”: nei pressi della foresta è possibile trovarci di tutto. La “riservatezza” del luogo pare dunque sia allettante per molti che non sanno come disfarsi dei propri rifiuti. Scarichi continui che si succedono l’uno all’altro.

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