di Gennaro Del Giudice

Un'immagine di Corso Umberto I (foto repertorio)
Un’immagine di Corso Umberto I (foto repertorio)

POZZUOLI – Ha parcheggiato l’auto fuori al locale di cui è un assiduo frequentatore, ha raggiunto l’ingresso insieme al fratello e a un amico, ha scambiato due chiacchiere con uno dei titolari, poi appena ha visto il cameriere che conosceva gli ha rifilato uno schiaffo tentando di aggredirlo con una panca. Poi si è dato alla fuga. Protagonista della follia è un 36enne di Napoli, ex vice sindaco di un comune del casertano fino al 2009.  L’uomo nella tarda serata di domenica è stato rintracciato nella sua abitazione  dopo che un agente di polizia che si trovava all’interno del locale era riuscito ad annotare il numero di targa dell’auto con la quale era scappato.

 

L’AGGRESSIONE E IL MOVENTE – Il folle gesto sarebbe scaturito da una “vendetta” da parte dell’attuale presidente del consiglio comunale. L’aggressione è avvenuta intorno alle 23.30 all’ingresso di un pub in corso Umberto Primo, davanti a decine di persone che in quel momento affollavano la zona. Il consigliere comunale, assiduo frequentatore del locale, era in compagnia del fratello e di un amico. I tre, stando alla dinamica dei fatti e ai racconti dei testimoni, erano giunti a via Napoli proprio per mettere in atto una “spedizione punitiva” nei confronti di quel cameriere descritto da tutti come persona educata e gentile. Atteggiamento che ha avuto anche domenica sera quando si è ritrovato davanti quei clienti che da anni frequentano il locale “Come stai tutto bene?” le parole pronunciate al cospetto dell’ex vice sindaco che volgarmente replicava “Tutto bene il c….” per poi rifilargli un ceffone davanti ai clienti. A quel punto nasceva un parapiglia con uno dei tre che tentava di aggredire il cameriere con una panchina in legno ma goffamente inciampava cadendo a terra. Attimi di tensione con alcuni presenti che riuscivano a bloccare a fatica i tre che poco dopo raggiungevano la loro auto per darsi alla fuga. Nella notte la Polizia riusciva a risalire all’aggressore che veniva raggiunto nella sua abitazione.