tribunale_napoliPOZZUOLI – E’ stato condannato a 6 anni e 6 mesi di carcere il direttore della filiale di un mega store di articoli per la casa e bricolage arrestato nell’agosto del 2014 a Licola per violenze sessuali ai danni delle sue dipendenti. Nei confronti del 54enne di Giugliano il Pubblico Ministero Immacolata Sica aveva chiesto 7 anni di carcere: pena accolta quasi in pieno dai giudici del Tribunale di Napoli, che hanno confermato l’impianto accusatorio e i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’imputato. La sentenza è arrivata dopo due ore di camera di consiglio.

LE VITTIME – Due le vittime, due giovani dipendenti del megastore (che pochi mesi fa ha chiuso i battenti in via Montenuovo Licola Patria), che hanno avuto il coraggio di denunciare abusi e violenze nei loro confronti. Le due giovani (difese dagli avvocati Sofia Lombardi e Carmela Scarpato) diedero il via a una minuziosa e delicata indagine condotta dai carabinieri della stazione di Licola, diretti dall’ex comandante Pietro De Stasio e dall’attuale comandante Antonio Spiridone, che portò il GIP del Tribunale di Napoli ad emettere nei confronti del 54enne un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’ACCUSA – Gravi le accuse mosse dalle dipendenti nei confronti dell’uomo. Le vittime raccontarono di essere state rinchiuse nei locali del negozio di Licola e costrette ad avere rapporti sessuali. Una storia che sarebbe andata avanti per almeno quattro mesi e che coinvolse anche una terza donna. Infatti, oltre agli abusi sessuali nei confronti delle due ragazze, a carico dell’imprenditore c’era anche una tentata violenza sessuale nei confronti di un’altra dipendente del medesimo Megastore.

LE INDAGINI – In particolare il provvedimento restrittivo emesso dalla Procura di Napoli scaturì da indagini condotte dai militari della stazione di Licola che consentirono di documentare episodi di violenza sessuale consumati da aprile a luglio 2014 nei confronti delle due giovani dipendenti del centro e una tentata violenza sessuale nei confronti di un’ altra dipendente, tutte avvenute all’interno della filiale di Licola.

SODDISFAZIONE – «Siamo soddisfatte della sentenza perchè è stato confermato l’impianto accusatorio e il Giudice ha accolto le richieste del Pubblico Ministero, – ha affermato l’avvocato Carmela Scarpato, rappresentante dell’associazione donne vittime di violenze – ciò ci fa ben sperare per il processo di Appello».