Home In Evidenza POZZUOLI/ Condannato per usura racconta: «Non voglio pagare per il mio cognome»

POZZUOLI/ Condannato per usura racconta: «Non voglio pagare per il mio cognome»

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POZZUOLI/ Condannato per usura racconta: «Non voglio pagare per il mio cognome»

gustavo-de-mariPOZZUOLI – Condannato a 4 anni e 4 mesi per usura in attesa della sentenza della Corte di Cassazione. A tre anni dall’operazione dei carabinieri che sgominarono la banda di usurai ci scrive Gustavo De Mari, nipote di Lady Usura e figlio di Silvio De Mari.

IL RACCONTO – «Sono passati ben si tre anni dal mio arresto avvenuto il 19 novembre del 2013 e voglio raccontare questi 3 anni durante i quali sono accadute tante cose. – racconta Gustavo De Mari – Ho chiuso un’attività che avevo aperto 2010 con tutti i miei sacrifici, ho voluto iniziare da zero e sono dimagrito tanto in questi anni. La mia dignità buttata all’aria da questa situazione di cui, ripeto fortemente, sono estraneo al sistema che vede protagonista De Mari Vera, la Lady Usura sorella di mio padre.

L’ACCUSA – Non ho mai pensato che poteva implicare me nelle faccende loro che io non giudico ne giustifico. Amaramente sono deluso da questa situazione assurda che vede me accusato di questi reati. Io personalmente non temo nulla, devo dare voce alla mia verità, sono innocente, chi sa qualcosa parli perché se nessuno lo farà sarò io a farlo. A parlare già l’ho fatto, ho spiegato ai giudici tutto ciò che sapevo di questa avventura, sono tre anni che lavoro più di prima anzi di più: volantinaggio, call center, lavapiatti, animatore ho fatto di tutto sorrido anche se nei miei occhi c’è ancora questa situazione che pesa più che mai.

L’ATTESA – Ringrazio le tante persone che mi sostengono, ma dico un grazie particolare alla mia mamma che mi sta fortemente vicino, la mia roccia. Se esiste una giustizia io la voglio, voglio verità, questo chiedo a testa alta. Tra pochi mesi andremo in Cassazione, io chiedo fortemente di avere ciò che mi spetta per diritto. Voglio essere condannato non per la parentela, non per il cognome, ma per reato. Chiudo con una frase: 19 uragani mi hanno travolto la vita ma non sarà il buio a farmi tacere, sorrido perchè io non ho paura, perché la verità è una, la mia, quella di Gustavo De Mari. Combatterò finché non avrò ciò che era mio, combatterò per me per il mio futuro.»

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