di Gennaro Del Giudice

in alto da sinistra in senso orario: Tozzi, Di Bonito, Pollice, Orsi, Russo e BifulcoPOZZUOLI – Paolo Tozzi, Maurizio Orsi, Vincenzo Bifulco, Tommaso Pollice, Antonio Di Bonito vogliono la testa del Presidente del consiglio comunale Enrico Russo. I cinque consiglieri avrebbero redatto un documento attraverso il quale chiedono la sfiducia di colui che presiede la pubblica Assise. Per ottenerla, secondo il nuovo regolamento, bisognerà raccogliere 9 firme per poter convocare un consiglio comunale nel quale si dovrà mettere a votazione la sfiducia del presidente, che arriverebbe solo con voto favorevole da parte dei due terzi dei consiglieri comunali (ovvero 16 membri dell’assise) mediante scrutinio segreto. «Non ho ancora firmato, ma è solo una questione di tempo perché ritengo che finora ci siano stati degli inadempimenti da parte del presidente del consiglio che non lo fanno essere garante dei diritti di tutti i membri del consiglio comunale» spiega Antonio Di Bonito di “Bene Comune”. A Russo viene imputato di non essere “super partes e di non garantire l’equilibrio e la tutela all’interno dell’assise”: è questo in sintesi il pensiero dei 5 dissidenti della maggioranza che da tempo si sono auto-sospesi dalle commissioni consiliari. Nell’opposizione invece sarebbe propenso a firmare il documento il consigliere di Forza Italia, Guido Iasiello. Contrario invece il compagno di partito Filippo Monaco.

 

“PROBLEMI” DA RISOLVERE – Una matassa da sbrogliare per il sindaco Vincenzo Figliolia chiamato a serrare le file di una maggioranza sempre più variegata e disgregata a cui si aggiungono i grattacapi che arrivano anche dal PD, dove i tre consiglieri Mimmo Pennacchio, Vincenzo Daniele e Nicola Della Corte si sono dichiarati “minoranza” nel partito. Decisione che ha fatto saltare ogni discussione sulla nomina del neo-capogruppo in consiglio comunale, Luigi Manzoni, che “rumors” danno come aspirante candidato a sindaco alle prossime comunali per il centrosinistra. Un eventuale voto sulla sfiducia al presidente del consiglio comunale potrebbe portare ad una formazione di una “nuova” maggioranza da cui verrebbero automaticamente esclusi i 9 firmatari della richiesta di consiglio comunale. Due rogne per il sindaco a cui si aggiunge la necessità di un rimpasto di Giunta auspicato dalla stragrande maggioranza delle forze di governo cittadino che chiedono “assessori più rappresentativi e legati alle forze politiche sul territorio” .