POZZUOLI – Vincenzino è nato il 4 ottobre del 2019 ed è un guerriero. Il bambino, di soli sei mesi, è affetto da una rara patologia del sistema immunitario, nota come linfoistiocitosi emofagocitica primaria. Si tratta di una malattia, classificata come una delle sindromi da rilascio di citochine, legata all’attivazione e alla proliferazione incontrollata di alcune cellule del sistemo immunitario. Il piccolo, sin dalla nascita, ha dovuto fare i conti con cure ed esami diagnostici. Tanti i ricoveri presso le varie strutture ospedaliere di Napoli. Intorno a lui molti “camici bianchi” che si stanno adoperando perché il bambino possa combattere e soprattutto vincere la battaglia più importante, quella per la vita. Ad inizio anno, a soli tre mesi e di soli cinque chili, Vincenzino è stato sottoposto ad un ciclo di chemioterapia. Il trattamento prosegue tuttora per ben due volte alla settimana. Pochi giorni fa la famiglia è entrata in contatto con il professore Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Oncoematologia pediatrica, Terapia cellulare e genica presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. La sua équipe, lo scorso anno, si è occupata del piccolo Alessandro Maria Montresor, Alex, affetto dalla stessa malattia genetica rara di Vincenzo. La storia di Alex è entrata nelle case di milioni di italiani grazie anche alla solidarietà di tantissimi giovani che si sono iscritti al registro dei donatori di midollo osseo, eseguendo il test per reperire un’eventuale compatibilità. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche è stato, fortunatamente, effettuato: per il piccolo Alex, come donatore di cellule staminali emopoietiche, è stato infine selezionato il padre.

L’APPELLO DELLA MAMMA – Anche Vincenzino ha bisogno di un trapianto di midollo osseo. «Nessuno dei donatori è risultato compatibile ed è per questo che abbiamo chiesto aiuto sui social», spiega mamma Maddalena, residente a Monterusciello. A fine febbraio è stata creata la pagina Facebook “Aiutiamo Vincenzino” per sensibilizzare i possibili donatori, ossia soggetti che hanno tra i 18 e i 35 anni, pesano almeno cinquanta chilogrammi e sono in buona salute, a salvare la vita del piccolo guerriero puteolano.