di Gennaro Del Giudice

Montaggio cavallo di ritornoPOZZUOLI – “Whatsapp” come strumento per chiedere l’estorsione, per mettere in atto il “cavallo di ritorno”. E’ questo il metodo utilizzato da Giovanni Servonio, 24 anni, residente in via Viticella a Quarto, per chiedere 2mila euro alla sua vittima in cambio della restituzione dell’auto rubata il 21 agosto nel centro commerciale “Quarto Nuovo”. Una trattativa completa,  dall’approccio iniziale all’accordo finale, condotta attraverso i messaggini della famosa App per cellulari. Servonio, figlio di un noto professionista, era riuscito ad avere il numero di telefono della sua vittima, un 23enne di Varcaturo, per poi avviare la trattativa.

 

L’INCONTRO – Vittima e carnefice si erano dati appuntamento lunedì sera in via Girone, nei pressi di “Piazza del Ricordo”, nella zona meglio conosciuta come “Le Palazzine”.  Poi l’arrivo dei carabinieri che hanno arrestato Giovanni Servonio in flagranza di estorsione con il metodo del cavallo di ritorno. A mettergli le manette ai polsi sono stati i carabinieri dell’Aliquota Operativa di Pozzuoli, diretti dal capitano Gianfranco Galletta. I militari, transitando nella zona durante un servizio di perlustrazione per il controllo del territorio, hanno notato un’accesa discussione tra i due intervenendo, bloccando e identificando entrambi. Approfondendo la situazione, attraverso  le attività investigative, i militari dell’Arma hanno accertato che era in corso la trattativa per la restituzione dell’utilitaria del 23enne, rubata il 21 agosto nel parcheggio del centro commerciale  “Quarto Nuovo” e che Servonio pretendeva 2mila euro. La circostanza è stata confermata da una veloce carrellata su due smartphone in possesso del 24enne. Nell’applicazione di messaggistica “Whatsapp” di uno dei dispositivi sono state infatti trovate conversazioni nelle quali si evincevano la trattativa e la richiesta estorsiva. Giovanni Servonio è stato quindi arrestato e tradotto nella casa circondariale di Poggioreale.