POZZUOLI – «Spett.le Direttore, siamo i genitori di una bambina autistica di 8 anni e Le scriviamo per segnalare l’incresciosa situazione che, anche quest’anno, si è ripresentata alla riapertura delle scuole: la mancanza dell’insegnante di sostegno. Da qualche giorno sono tornati in classe gli studenti di ogni ordine e grado della Campania, ma per nostra figlia Ginevra si è trattato ancora una volta di una falsa partenza, visto che a scuola non ha trovato una figura di sostegno e riferimento indispensabile per il suo percorso formativo. Il motivo? Sempre lo stesso, non è stata ancora nominata.

A Ginevra, all’età di due anni, è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico in situazione di gravità e, per tale patologia ha iniziato una lunga serie di terapie riabilitative che hanno sempre previsto il sostegno continuo per le ore di permanenza a scuola. Proprio per il tipo di disturbo (difficoltà nella socializzazione e nella verbalizzazione) gli Specialisti hanno sempre evidenziato l’importanza, ai fini inclusivi e riabilitativi, delle ore passate in classe assieme agli altri bimbi, sotto la supervisione di un insegnante di sostegno che l’aiutasse sia ad interagire con gli altri alunni che ad aumentare le proprie autonomie. Il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione ha sempre redatto Programmi Educativi Individualizzati che richiedevano un’assistenza scolastica continuativa per la totalità delle ore passate in classe; tutto ciò però non si è mai realizzato. Già dai primi anni dell’infanzia abbiamo avuto i primi problemi con insegnanti di sostegno non specializzate e non a copertura dell’intero anno scolastico.

Nonostante il ricorso alle vie legali ed una sentenza favorevole del Tribunale Amministrativo Regionale, il problema non è mai stato risolto definitivamente; Ginevra, ogni anno si vede assegnata una nuova insegnante non sempre specializzata e non sempre a copertura dell’intera giornata scolastica. Nel 2020, per assicurare a Ginevra un percorso più continuativo e più idoneo alle sue esigenze, abbiamo deciso di cambiare scuola, scegliendo l’Istituto Comprensivo Madonna Assunta di Bagnoli, di fatto più distante da casa e meno accessibile logisticamente rispetto alla scuola di Pozzuoli. Purtroppo per Ginevra, però, anche cambiando istituto, ad oggi, ci troviamo ad affrontare le stesse problematiche.

Da genitori abbiamo più volte cercato di andare alla radice del problema perdendoci, puntualmente, in un progressivo “scaricabarile” che ad un certo punto si trasforma in un circolo vizioso senza né capo né coda in cui non si capisce più di chi sono le responsabilità. Sappiamo bene che ciò che stiamo vivendo non è un’eccezione, ma, purtroppo, quasi una consuetudine che si verifica in tante altre parti d’Italia. Chiediamo però che si faccia un po’ più di chiarezza per chi vive in prima linea questo dramma e, una volta evidenziate le reali criticità, se possibile, trovare una soluzione per Ginevra e per tutti quei bambini che, nonostante le disabilità, hanno il diritto allo studio che, senza insegnante di sostegno, è, per forza di cose, negato.» 

Il papà, Alessandro Costagliola.