POZZUOLI – Anche quest’anno Goletta Verde ha svolto il consueto monitoraggio lungo le coste campane. I punti di studio sono sempre le foci di canali, fiumi e torrenti che continuano, purtroppo, a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Su 29 siti oggetto d’indagine, in ben 17 sono stati registrati valori di carica batterica oltre soglia. In provincia di Napoli i punti risultati fortemente inquinati sono la foce del canale Licola a Pozzuoli, la spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell’Alveo Volla a S. Giovanni a Teduccio, il mare fronte la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano e la foce del fiume Sarno a Torre Annunziata al confine con Castellammare di Stabia. Risulta inquinato il mare di fronte la foce rivolo Neffola a Marina Grande a Sorrento. La foce di Licola, nella quale confluiscono gli Alvei Camaldoli e Quarto e il canale Abbruzzese vanta un record assoluto: per il dodicesimo anno consecutivo il giudizio di Legambiente è di “fortemente inquinato”.  Il campionamento è stato effettuato il 29 giugno scorso e le analisi, che sono aggiuntive e non sostitutive di quelle dell’Arpac, hanno registrato concentrazioni di batteri fecali superiori al doppio di quelle di soglia.

SITUAZIONE PREOCCUPANTE – «Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante, anche se, purtroppo, non ci coglie di sorpresa – dichiara Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania. A dimostrazione dei ritardi cronici sulla depurazione della regione Campania, va sottolineato come ben 11 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge sono sempre risultati inquinati o fortemente inquinati al passaggio di Goletta Verde, in alcuni casi addirittura dal 2012». Non va meglio sul fronte dell’informazione ai cittadini. Solo in 3 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge i tecnici volontari della Goletta verde hanno trovato il cartello con un divieto di balneazione mentre solo in 3 dei 29 punti monitorati era presente il cartello informativo sulla qualità delle acque, obbligatorio per legge da diversi anni.

LE ANALISI ARPAC – Le analisi Arpac del mese di luglio, eseguite il 19 sulla costa di Cuma-Licola, confermano quanto evidenziato da Goletta Verde. Su tutto il litorale a sud della foce, infatti, sono stati superati i valori di soglia sia per gli enterococchi intestinali sia per l’escherichia coli. Fortemente inquinati i tratti a cavallo del collettore del depuratore di Cuma, già interdetti alla balneazione per tutto il 2021, dove la carica batterica è risultata 10 volte superiore ai valori limite. A questi si aggiungono: “Stazione Marina di Licola” per la quale scatterà il divieto e “Stabilimento balneare” dove il divieto è permanente per tutta la stagione. In definitiva, sui 5 tratti di costa del litorale puteolano di Cuma-Licola ben 4 risultano non balneabili. Si salva solo lo specchio d’acqua a nord della foce di Licola  denominato “Lido di Licola”.

BACOLI – Stranamente, l’inquinamento è stato rilevato anche su parte della spiaggia romana del Comune di Bacoli, nei punti denominati “Colonia Vescovile” e “Lido P.S.” dove la qualità del mare (secondo Arpac) risulta eccellente da diversi anni. Spetta alle relative Amministrazioni Comunali indagare per individuare le cause degli sforamenti.