POZZUOLI/ Agguato a Monterusciello, l’ombra dello spaccio e della guerra tra bande
POZZUOLI – C’è l’ombra dello spaccio di droga dietro la gambizzazione del 25enne Antonio Luongo, colpito sabato pomeriggio dai sicari in via Carrà, nel cuore dei “600 alloggi” di Monterusciello. Noto alle forze dell’ordine, ma senza precedenti specifici, Luongo sarebbe stato punito per uno “sgarro” commesso. Questione di equilibri tra bande che cercano di controllare lo spaccio di sostanze stupefacenti in uno scenario costantemente in evoluzione anche alla luce delle detenzioni dei RAS Sannino e dei fratelli Avallone. Il 25enne, colpito in pieno stile camorristico, nei mesi scorsi sarebbe finito al centro di una diatriba sull’asse Monterusciello-Quarto. Nuove leve, vecchie dinamiche e figure emergenti che continuano a muoversi sulla scia dei cartelli Longobardi-Beneduce da una parte e de “Gli amici del bivio” dall’altra in quella che si configura da tempo come la nuova “camorra liquida”.
L’AGGUATO – In questo scenario che sabato scorso nei 600 alloggi si è tornati a sparare dopo le gambizzazioni e gli spari contro le case degli storici pusher degli anni scorsi. Era tempo che non si sparava in quella che storicamente è stata una delle piazze più redditizie della città, prima della caduta dei boss e dei capipiazza attraverso le operazioni anti camorra Penelope e Iron Men. Le indagini sulla gambizzazione di Antonio Luongo sono condotte dai carabinieri del nucleo operativo di Pozzuoli. Al Vaglio telecamere e testimonianze per risalire all’identità dei sicari che sabato pomeriggio, in sella a una moto, hanno sparato alle gambe della vittima. Forse pedinato o segnalato da uno specchiettista nei pressi del minimarket, Luongo ha tentato invano la fuga prima di essere gambizzato.





























