POZZUOLI – In vista delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno abbiamo intervistato i candidati a sindaco di Pozzuoli per conoscere meglio i rispettivi progetti per la città, analizzare le proposte di punta del programma elettorale e raccogliere i loro appelli al voto. La nostra rubrica “Pozzuoli 5×5” con 5 domande ai 5 candidati parte con Paolo Guerriero, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia e candidato a sindaco del partito di Giorgia Meloni.

Perché ha scelto di candidarsi come sindaco di Pozzuoli?
«Ho scelto di candidarmi come sindaco della città di Pozzuoli perché credo che oggi ci sia la necessità di dare voce a tutte le persone che per molto tempo hanno dovuto subire in maniera passiva una politica sterile e visto decadere la propria città in un vortice di avidità e ipocrisia. Da cittadino e da padre di famiglia ho, quindi, deciso di mettermi in prima linea così da portare la reale voce del cittadino a governare una delle città che, a mia avviso, ha tutte le potenzialità per essere fantastica e lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni.»

Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?
«I punti principali del mio programma sono l’inclusività, tema su cui faremo passi in avanti poiché moltissime persone e in particolare coloro che sono affetti da patologie invalidanti sono sempre lasciati a se stessi; il rilancio delle attività commerciali, artigianali, agricole, che per anni sono state il perno portante della nostra economia, mentre oggi le stanno facendo svanire, soffocandole con tasse e adempimenti infiniti; le energie rinnovabili, in quanto la nostra città è ricca di risorse energetiche naturali dalle quali poter attingere. Vivendo in prima persona le difficoltà legate all’inclusività, ho intenzione di abbattere il più possibile questi limiti rendendo la nostra città libera e funzionale per tutti.»

Quali sono le sue proposte per il rilancio del turismo e del commercio?
«Le nostre proposte per il rilancio del turismo e del commercio sono: rivalorizzare tutti i nostri reperti archeologici, organizzare navette per accompagnare i turisti, vendere il prodotto “Pozzuoli” nei punti di arrivo come aeroporto, porto e stazione centrale con info-point fissi. Ed ancora: realizzare una filiera ittica, riportando la pesca industriale in città; promuovere un museo storico-archeologico e trasformare Pozzuoli da zona di transito per le isole a meta turistica. Puntiamo anche alla creazione di un polo universitario con spin-off positivi sull’economia interna.»

Periferie, qual è la sua ‘ricetta’ per valorizzarle?
«La mia ricetta per la valorizzazione delle periferie è semplicemente viverle di più, portando nelle stesse sevizi importanti, come punti studio per universitari, laboratori per le ricerche a livello territoriale, un sito polifunzionale sportivo e ludico a Monterusciello con la creazione di un laghetto artificiale atto a varie attività ( canoa, pesca , zip-line, parco avventura, aree picnic e ristoro). Nel nostro programma c’è anche la realizzazione di un centro studi sociale per dare l’opportunità a tutti di studiare e socializzare.»

Perché gli elettori dovrebbero barrare il suo nome sulla scheda elettorale?
«Siamo una squadra giovane, l’unica alternativa politica della città tra Pd 1 e Pd 2, fino a ieri padre e figlio e oggi nemici. Il rinnovamento non può essere una persona nata e cresciuta politicamente sotto quel modo di fare. Gli elettori dovrebbero sceglierci perché nessuno della mia squadra è un politico, ma tutti siamo una risorsa per questa città. Guardando Bacoli si capisce che è ora di portare nuove idee e nuove soluzioni. A differenza degli altri noi rappresentiamo il primo partito d’Italia, abbiamo un’identità, un senso di appartenenza. Non ci metteranno in un cassetto per cinque anni. Abbiamo, invece, l’obbligo di fare politica per i prossimi cinque anni a differenza di queste liste civiche. Cambiare oggi si può, basta mettere una x su Fratelli d’Italia.»