POZZUOLI – In seguito ad un’interrogazione presentata dalla Consigliera Regionale del M5S, Marì Muscarà, la Direzione Generale per lo Sviluppo Economico della regione Campania ha fornito chiarimenti sulla perforazione in corso di realizzazione in Via Antiniana ad Agnano, nell’ambito del progetto di ricerca e sviluppo “GeoGRID”, che tanto sta facendo discutere in città. Il permesso per la realizzazione di un pozzo di 180 metri di profondità sarebbe stato rilasciato dai dirigenti regionali lo scorso 20 Aprile ai soli fini di indagine conoscitiva e di ricerca, subordinando un eventuale successivo utilizzo per scopi geotermici, all’acquisizione dei necessari titoli abilitativi previsti dalle norme vigenti. Dunque nessuna autorizzazione alla costruzione di una piccola centrale geotermica né ad operazioni di estrazione e/o re-immissione di fluido dal sottosuolo.

QUALCOSA È ANDATO “STORTO” – Probabilmente, però, qualcosa non è andata nel verso giusto, vista la copiosa fumarola generatasi a seguito dello scavo, che ha provocato la preoccupazione e le proteste di numerosi cittadini tanto da portare il Comune di Pozzuoli, all’oscuro di tutto, ad intimare la sospensione del cantiere e a richiedere il ritiro dell’autorizzazione e l’urgente accesso al sito da parte dell’Osservatorio Vesuviano al fine di effettuare analisi sulle emissioni rilasciate in atmosfera. Quest’ultima richiesta ha destato più di qualche perplessità visto che l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, di cui l’Osservatorio fa parte, è tra i partner di progetto. Dopo due giorni, il 12 Giugno, la Regione ha quindi sospeso i lavori, che restano tuttora fermi in attesa di tutte le verifiche sul rispetto delle normative vigenti e di una valutazione di eventuali profili di rischio emergenti e delle correlate misure da intraprendere. Valutazione che probabilmente sarà fatta dalla Commissione Nazionale Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico – dedicata ai Campi Flegrei, anche a valle dei risultati delle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Vesuviano, di cui è stata data parziale evidenza con una nota stampa. La nuova fumarola avrebbe una composizione molto simile a quelle già presenti in zona, con presenza di vapore acqueo, CO2 e tracce di solfuro di idrogeno (H2S). In più, vi sarebbe un’ulteriore miscela gassosa, ricca di gas atmosferici, probabilmente dovuta alla vaporizzazione di acqua di falda presente nel sottosuolo che giustificherebbe l’elevato contenuto salino del particolato depositatosi nell’area circostante.

PERFORAZIONI SI O NO? – Intanto il dibattito, anche duro, tra favorevoli e contrari imperversa sui social. C’è chi vede un pericolo ed è assolutamente contrario alle perforazioni in zona, chi, per niente impaurito e ritenendole un’opportunità, è favorevole, e c’è chi, dubbioso, è in attesa di una presa di posizione da parte delle Istituzioni che faccia finalmente chiarezza. Finora, nessun esponente del consorzio che sta portando avanti il progetto ha rilasciato dichiarazioni in merito. Eppure, oltre alla società privata capofila “Graded SpA”, sono coinvolti numerose Università (Federico II, Parthenope, Vanvitelli) ed enti di ricerca (proprio l’INGV ed il CNR). Per il momento, dal mondo accademico si è “alzata”, a titolo strettamente personale, solo la voce del Vulcanologo dell’INGV Giuseppe Mastrolorenzo da sempre pubblicamente contrario a perforazioni in aree ad elevato rischio sismico e densamente abitate come quella dei Campi Flegrei: «Il sistema della caldera è caratterizzato da un equilibrio instabile, non abbiamo piena conoscenza del fenomeno vulcanico e delle caratteristiche del sottosuolo, quindi anche interventi minimi potrebbero potenzialmente portare a conseguenze inaspettate e molto pericolose. Tra l’altro, Agnano-Pisciarelli, insieme alla Solfatara/Accademia, è la zona più attiva della caldera e l’intera area dal 2012 è in stato di allerta “gialla” per rischio vulcanico.»
La questione sarà presto portata all’attenzione del Consiglio Comunale di Pozzuoli grazie ad un ordine del giorno presentato da “Pozzuoli ORA!” e dal M5S Pozzuoli.