striscione loris e danieleMessaggio: Ricordare Daniele e Loris non significa semplicemente far memoria di due vittime innocenti della violenza criminale. Ricordare Daniele e Loris significa far memoria di una storia fatta di valori e affetto. Fatta di sogni infranti e irrealizzati. Fatta di coraggio. Una storia sull’ideale dell’amicizia e sulla sua profondità, in contrapposizione alla superficialità e alla vacuità del male e della violenza.

Dieci anni sono tanti. Sono certamente un tempo importante. Non per dare risposte a dei “perché” senza soluzioni. Certamente, per provare a dare un senso alla sopravvivenza di chi resta. Di chi muore insieme a due giovani vite sottratte all’esistenza troppo presto. E poi ricomincia a vivere, nutrendosi del loro ricordo, della loro amicizia, delle loro passioni, della loro voglia di esserci ancora, nonostante una mano assassina.

Quando si affronta il delicato tema delle vittime innocenti della criminalità, c’è sempre il rischio di farsi vincere dalla retorica e c’è sempre la consapevolezza che nessuna parola può rendere il senso dell’ingiustizia consumata. Soprattutto quando si parla di persone uccise in giovanissima età. “Quando si è giovani è strano poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano”, scriveva e cantava Guccini negli Anni Settanta. Nella sua “Canzone per un’amica”, il cantautore raccontava un incidente. Ma Daniele e Loris non sono stati vittima di un incidente. Daniele e Loris sono stati ammazzati. Non c’entra nulla il destino, la “nostra sorte”. C’è un altra persona che, in un impeto di inspiegabile violenza, ha posto fine all’esistenza di due ragazzi. Lasciando più povera l’intera comunità di Pozzuoli. E nello sconforto più totale i familiari delle due vittime.

Eppure, dieci anni dopo, possiamo affermare che Daniele e Loris continuano a vivere. Attraverso i loro volti sorridenti, che campeggiano sul campetto del Parco Bognar. Attraverso il progetto della Fondazione Polis, di Libera e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità #NONINVANO. Attraverso la testimonianza che si fa memoria e impegno sociale dei loro cari.

Sì, Daniele e Loris sono ancora qui. Come tutte le vittime della violenza criminale. Che non ci stancheremo mai di ricordare e di raccontare. Attraverso immagini e parole. Ma anche chiedendo allo Stato italiano leggi più giuste ed eque. Che riconoscano pari dignità giuridica a tutte le nostre vittime. Tutte. A prescindere dalla mano omicida.

Salvatore Buglione