RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – «Mi chiamo Maria, Maria Speranza. Sono mamma di quattro meravigliose bambine, che proteggerò sempre contro tutto e tutti. Circa tre anni e mezzo fa occupai una casa a Monterusciello, era un brutto periodo per la mia famiglia e forse è stata l’ultima alternativa trovare una casa commettendo un reato. Ma lo feci consapevole che prima o poi quel tetto che avevo trovato per le mie bambine non sarebbe stato per sempre, e così è stato. Io non sono qui a raccontarvi per impietosire qualcuno perché ora non ho un tetto per me; io sono qui perché ho subito un’ingiustizia. Sapevo di dover uscire da quella casa, ero pronta a lasciarla tanto è vero che ho dovuto fittare un garage per appoggiare le mie cose personali, stavo preparando e mettendo da parte i vestiti miei e delle bambine, ma purtroppo la più piccola delle mie figlie nella serata di domenica ha accusato un malore alle gambe e febbre. Siamo andati subito in ospedale dato che in classe di mia figlia c’era un caso Covid, il medico ha visitato mia figlia e nel referto ospedaliero ha consigliato un tampone molecolare. La bimba è stata inserita in piattaforma per un tampone molecolare il giorno 25 gennaio. Il giorno seguente ho chiamato gli assistenti sociali e avvisato della situazione della mia bambina, mi hanno assicurato che mi avrebbero fatto visita il giorno 25, ma solo in due di loro e senza divisa, per non spaventare la piccola che era l’unica della mie figlie per cui non ancora avevo trovato sistemazione per la sua situazione salutare. Il giorno 25 gennaio 2022 hanno eseguito lo sgombero, mia figlia era a letto con febbre, gambe dolenti e raffreddore. Ho dovuto metterla al sicuro, facendola uscire di casa, perché mi sono ritrovata 50 persone in una casa di circa 65 mq quando mi era stato garantito che mi sarebbe stata fatta visita da due persone delle forze dell’ordine. La mia rabbia più grande è che mia figlia è risultata positiva al Covid-19 ed è stata privata di un tetto per restare in quarantena, ora vorrei fare solo un appello: voglio trovare il responsabile che si è preso la briga di sbattere fuori una bambina di soli 6 anni con il Covid. Tutto questo non può essere oscurato, si trattava solo di darmi del tempo, tempo che mi serviva per la mia piccola. Un appello a De Luca, il nostro presidente: “Presidente, è giusto che mia figlia con un tampone e sintomi evidenti del Covid sia stata sbattuta fuori casa come un animale? È giusto che una bambina di 6 anni non sia stata tutelata da nessuno? Era più importante sgomberare una casa? Presidente De Luca, le norme Covid non prevedono che persone o bambine con sintomi e con un contatto con un positivo debbano farsi la quarantena a casa in attesa del molecolare? Presidente, mia figlia è risultata positiva al Covid ed io e il mio compagno, dopo aver trovato una sistemazione alla mia piccola, ci ritroviamo in mezzo ad una strada e non sappiamo se siamo positivi anche noi. Voglio delle risposte. Ho diritto ad una spiegazione».