LICOLA – Operazione congiunta di municipale e polizia di Stato a Licola Mare, zona al confine tra i Comuni di Pozzuoli e Giugliano ed altamente degradata. Sono stati controllati, su disposizione del sindaco Antonio Poziello e dell’assessore alla Legalità Adolfo Grauso, diversi stabili, all’interno dei quali erano stati allestiti dei dormitori destinati a cittadini extracomunitari.

ALLACCIAMENTI ABUSIVI – In molti, tra i “clienti”, sono risultati senza permesso di soggiorno, facendo così scattare i provvedimenti previsti dalla legge sull’immigrazione. Pessime le condizioni igienico-sanitarie delle abitazioni nelle quali si sono concentrati i controlli da parte dei caschi bianchi e poliziotti del commissariato di Giugliano. Sotto la lente anche probabili allacciamenti abusivi alla rete elettrica che saranno oggetto di ulteriori verifiche. In molti casi, infatti, i contatori erano stati in precedenza sigillati, ma gli impianti erano ancora sotto tensione. Controllati anche numerosi veicoli. “Titolare” di una delle strutture adibite a dormitorio una donna affetta da Aids – affittuaria dei locali –  ma che non avrebbe di fatto gestito alcuna attività in prima persona.

“ASSENZA DELLE PIÙ ELEMENTARI REGOLE” – Una vera e propria task force, dunque, in una zona ad altissimo tasso di illegalità. Così il sindaco di Giugliano, Poziello: «C’è una domanda di sicurezza che arriva da Licola Mare. Qui si sovrappongono problemi di vivibilità, di ordine pubblico e di civile convivenza. La presenza di troppi immigrati, in assenza delle più elementari condizioni di integrazione sociale, costituisce un problema insormontabile. La presenza di diffuse aree di illegalità è intollerabile. Che ci siano ostelli, ristoranti, rivendite di alimenti in dispregio di ogni regola, dell’igiene e persino del buon senso non è tollerabile. Che si possa spacciare droga e prostituirsi persino in un centro abitato merita una risposta forte da parte dello Stato».