POZZUOLI/ «Il fatto non sussiste» Assolti Rezzo e D’Alterio, accusati di aver rubato a Monterusciello
POZZUOLI – Si chiude con una sentenza di assoluzione perché “il fatto non sussiste”, il processo a carico di Rezzo Luigi e D’Alterio Raffaele, passati alla cronaca con l’accusa di furto aggravato. I due furono arrestati con l’accusa di aver rubato all’interno di un cantiere durante i lavori agli alloggi popolari di Monterusciello. Condotti davanti al Tribunale di Napoli V sezione penale per la celebrazione del rito direttissimo, il 18 marzo scorso, sentiti gli operanti di PG che avevano proceduto all’arresto, entrambi gli imputati che si sottoponevano ad interrogatorio, il Tribunale nell’accogliere pienamente le ragioni del difensore, Avvocato Alessandro Orabona, non convalidava l’arresto perché ritenuto illegittimo e ordinava l’immediata liberazione di Rezzo e D’Alterio.
LE PROVE – In considerazione dello studio degli atti, delle denunce sporte, delle sommarie informazioni testimoniali rese e di quanto raccontato dagli imputati durante l’udienza, il difensore chiedeva la definizione del procedimento con le forme del rito abbreviato. Durante la discussione dell’abbreviato veniva evidenziato che non c’era stato alcun furto di finestre o verande, nemmeno nella forma del tentativo, anzi era emerso da attenta lettura degli atti, che alcuni operai della ditta incaricata alla istallazione delle nuove finestre, avevano dichiarato che l’assegnatario dell’appartamento D.O. aveva espresso la volontà di tenere per sé le finestre che anni addietro aveva fatto sostituire a proprie spese. Anzi, la difesa evidenziava che vi era addirittura una traccia audio di messaggistica Whatsapp del 17.3.26 (giorno dell’arresto), inviata dall’assegnatario dell’appartamento interessato alla sostituzione delle finestre, all’utenza del D’Alterio, ove questi veniva esortato ad andarsi a prende “u fierr’ … sti fnest’”.
In considerazione della evidenziata mancanza assoluta degli elementi oggettivi del reato di furto aggravato di cui alla imputazione, il Tribunale di Napoli V sezione penale – GM Dr.ssa Alessandra Ferrigno, sentita la discussione del PM e del difensore, al termine della camera di consiglio, emetteva per Rezzo Luigi e D’Alterio Raffaele sentenza di assoluzione perché il fatto loro ascritto non sussiste.
LA SODDISFAZIONE – «Siamo contenti per aver contribuito a stabilire la verità dei fatti così come effettivamente accaduti, e ancor di più aver ridato ad entrambi gli imputati quella dignità che sembrava persa alla notizia del loro arresto. – spiega l’avvocato Orabona – Sa, ad oggi con l’era dei social è tutto molto più veloce, ed è molto semplice additare e screditare persone (con in mano una testiera e non conoscendo i fatti); eppure dietro ad ogni processo penale, talvolta anche con la reclusione come in questo caso, ci sono persone, ci sono le loro famiglie, che vengono investite di un fatto grave, talvolta ingestibile; ritengo azzardato se non ingiusto, quindi, emanare sentenze di condanna, non avendone alcun titolo.
Da oggi, quando lo incontrate per strada Rezzo Luigi, ricordatelo più come campione indiscusso del palo di sapone (come lo è stato il compianto padre Biagio) che come “re delle verande”.»



























