QUARTO – Venticinque anni di carcere. La pena più pesante la Corte di Appello di Napoli l’ha inflitta a Nicola Palumbo, 55 anni, alias “faccia abbuffata” che nel processo di I grado era stato condannato a 20 anni. I giudici hanno riconosciuto al Ras di Quarto la continuazione di una lunga serie di reati a partire dal 2006. Palumbo attualmente è detenuto in regime di 41 bis: è in carcere dal 2016 quando fu arrestato in seguito a un tentativo di estorsione. Al momento del blitz tentò la fuga tra le campagne di Quarto ma fu preso dai carabinieri del nucleo operativo di Pozzuoli. Fu quello l’unico periodo di libertà per il Ras dal 2003 ad oggi: in pochi mesi riuscì a organizzare una banda criminale arruolando molti affiliati al clan dei fratelli Ferro che, al cospetto di “faccia abbuffata”, decisero di fare un passo indietro accettando la  divisione del territorio.

LA CONDANNA A MORTE – Fu di Palumbo anche la sentenza di morte ai danni di Napoleone Del Sole, suo ex affiliato che a sua volta si era messo a capo del gruppo dei cosiddetti “cani sciolti”, manipolo di criminali arruolati tra Licola e Toiano. Insieme al pentito dovevano morire anche Biagio Loffredo detto “fiet e cazetta” e Angelo Di Domenico “o ‘gnurant”. L’agguato fallì in quanto Del Sole e i suoi furono arrestati dai carabinieri.

L’ERGASTOLO – Intanto sulla testa di Nicola Palumbo pende anche una condanna all’ergastolo per il duplice omicidio Sebastiano-Bellofiore del 1997. Insieme a lui sono stati condannati anche i boss Gennaro Longobardi, Gaetano Beneduce e Salvatore Cerrone detto ‘ biondo. In I grado sono stati riconosciuti i 4 colpevoli di quel duplice omicidio consumato nei giardinetti del Rione Toiano. In attesa che si pronunci la Corte di Appello.