NAPOLI – Nell’imponente e rinascimentale Sagrestia Vecchia (“Sala Vasari”) del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi si è tenuto il convegno estivo: «La cultura come cura. Per un turismo sostenibile e una rinnovata comunità di patrimonio». La kermesse ha posto come centro del dibattito il tema della comunità di patrimonio, legato alla Convenzione di Faro e al bisogno di promuovere la partecipazione ed inclusione intorno ai luoghi della cultura, la strategia di accesso e di fruizione turistico-culturale in spazi aperti, in linea con le misure di prevenzione dal contagio e di contenimento della pandemia da coronavirus. Il convegno ha costituito l’occasione per affrontare anche altre due tematiche su scala nazionale: quella della costituzione delle comunità di patrimonio intorno ai beni UNESCO, e quella dei dossier per le candidature a Patrimonio dell’Umanità. Oltre ai progetti che riguardano la Città Metropolitana di Napoli, in particolare, è stato esaminato quello relativo al riconoscimento delle Confraternite.

I RELATORI – Dopo il saluto del Sindaco della Città Metropolitana, Luigi de Magistris si sono susseguiti gli interventi: di padre Salvatore Fratellanza, Presidente del Comitato di Gestione delle Arciconfraternite Commissariate; di Alfonso Morvillo dell’IRISS – CNR, Presidente del Comitato Confraternite Pro UNESCO (UNI-CON); di Marcella DeMartino, Prima Ricercatrice Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo IRISS – CNR; Maria Teresa Moccia Di Fraia, archeologa e rappresentante dell’Associazione la Rotta di Enea; Roberta Varriale, ricercatrice dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo ISMED – CNR; e di Alessio Pascucci, Presidente della Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale. Ha concluso l’evento Elena Coccia, Consigliera Metropolitana delegata alla cura del Patrimonio Culturale e rete dei Siti UNESCO. Sono stati invitati anche i rappresentanti degli Enti aderenti alle associazioni provenienti da tutta Italia.

LA CULTURA COME CURA – Secondo la Consigliera Elena Coccia, l’ordine del giorno – per una Fase2 della Cultura come Sviluppo della Città Metropolitana di Napoli – si deve concretizzare sollecitando il Consiglio e il Sindaco ad avviare l’iter per l’adesione della Città Metropolitana al Comitato Strategico degli Enti Territoriali della Rotta di Enea, già proposto come itinerario culturale del Consiglio d’Europa, che attraversa varie tappe. Il percorso, inoltre, tocca ventuno destinazioni, tra le quali, nell’area metropolitana: Napoli, Bacoli, Pozzuoli, tra i luoghi più suggestivi per ricchezze culturali e bellezze paesaggistiche. Propone, poi, l’adesione al tavolo di lavoro interistituzionale con i comuni: di Bacoli, Castellammare di Stabia e Napoli, ai fini della valorizzazione dell’itinerario storico-culturale delle residenze e dei siti borbonici.

LA ROTTA DI ENEA – «Città Metropolitana – dichiara Maria Teresa Moccia Di Fraia, archeologa – sostiene nel programma “la cultura come cura” l’Associazione Rotta di Enea, un progetto internazionale che abbraccia ben cinque Paesi. Il piano turistico è di ampio respiro e comprende diverse zone del Mediterraneo, in particolare, secondo la tradizione virgiliana: Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia. I siti coinvolti sono ventuno. La Rotta, essendo un itinerario storico-culturale, vorrebbe avere il giusto riconoscimento alla stregua del Cammino di Santiago, le Vie europee di Mozart, la Rotta dei Fenici, percorsi che mirano specificatamente alla valorizzazione economico-turistica e non solo. Il percorso può essere frazionato tramite mete parziali che si svilupperanno nelle singole nazioni. In Italia si concentreranno due hub culturali: nel Lazio e in Campania. Per il territorio laziale c’è il Lavinium, mentre l’hub partenopeo comprende la zona dei Campi Flegrei fino a Palinuro. Ci sono state adesioni anche da parte delle istituzioni, centri di ricerca, università e privati. Tra le scuole c’è il liceo Virgilio di Pozzuoli, difatti è in preparazione un progetto che sarà rivolto agli studenti in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Tutto parte dal vettore turistico mare e terra. Verranno organizzate delle crociere regionali da Palinuro fino al territorio flegreo, però ci saranno anche dei contatti via terra. Quindi, oltre la possibilità di visitare la Baia sommersa, si potranno esplorare i luoghi virgiliani: il Parco Virgiliano, il Castel dell’Ovo, il centro antico di Napoli, mentre nei Campi Flegrei è importante l’asse Cuma-Lago D’Averno.»