MONTE DI PROCIDA – Maya, Ginevra e Camilla raccontano con disegni e parole questo particolare momento storico. Una corona. Un calamaro gigante che s’insinua in ogni dove. O un polpo dai lunghi tentacoli «che come un ladro è venuto a rubare i nostri sorrisi» e con fare minaccioso tiene in ostaggio la Terra. Ma anche un sole, luce della vita e disvelamento della tenebra caduta su tutto il mondo. E una bandiera, quella italiana, a simboleggiare l’unione in un momento di grande emergenza. Perché i loro occhi vanno oltre la paura. E’ così che tre studentesse “in erba” della scuola primaria di Miseno raccontano con parole, speranze ed immagini come i bambini vivono questo particolare periodo storico. Loro che, all’indomani della chiusura delle scuole e di tutte le attività quotidiane, sono praticamente scomparsi. Reclusi in casa. E lo fanno con un’ingenuità ed una dolcezza disarmanti, tanto da far bene al cuore. Ma qual è la formula magica per combattere il virus cattivo e quali sono i loro stati d’animo?

LA VITA AI TEMPI DEL COVID – Per Ginevra basta affidarsi alla scienza attuale e rispettare con senso di responsabilità le misure di igiene e sicurezza imposte dal Governo: «Oggi siamo fortunati perché la scienza ci dà tutti i mezzi per superare questa pandemia: usando guanti, disinfettanti e mascherine, mantenendo le distanze e stando chiusi in casa. Anche se per noi bambini sta diventando una vera e propria prigione». Dell’unico unico momento per riagganciarsi alla vecchia “normalità” ne parla Maya, che racconta: «Le maestre, tutti i giorni ci inviano i compiti on-line e, anche se mi impegno molto nello studio, mi rendo conto che le lezioni spiegate dalle mie insegnanti in classe rendevano tutto più facile. Alle volte, se finisco presto di fare i compiti, “chatto” con i miei amici e parliamo della giornata trascorsa: i compiti assegnati, i giochi che facciamo per occupare un po’ di tempo, ma anche di quanta tristezza c’è fra di noi. E’ solo grazie ai telefonini che possiamo vederci. E sono ancora più triste perché questo è l’ultimo anno delle elementari e forse non saremo alle medie tutti insieme».

LA SPERANZA – Camilla, invece, commenta: «Credo che dietro questa storia ci sia Dio che ci ha dato una punizione a fin di bene; per me Dio attraverso questo virus ha cercato di farci calmare, facendoci assaporare le cose belle della vita, perché ormai l’uomo non sa nemmeno più che cos’è la vita, perché con tutti i suoi impegni, non ha un attimo per riflettere e respirare. Io penso che Dio ci abbia dato questa punizione anche perché l’uomo ha rovinato la natura e non si accorge di tutte le cose belle che la vita ci offre a causa dei suoi molteplici impegni». Tutte e tre si dicono pero’ convinte di una cosa: «Il mondo ce la farà». Ne è certa Ginevra ed è quanto auspica Maya, speranzosa che «con l’estate il virus scomparirà». Ma Camilla sottolinea come, per arginare il fenomeno, sia di fondamentale importanza «rispettare la quarantena». Glielo hanno spiegato i suoi genitori. Un messaggio di speranza e di fiducia il loro, soprattutto nei confronti degli adulti. Che la fantasia e la sensibilità dei più piccoli, futuro dell’umanità, possano rappresentare per tutti noi una finestra aperta su un mondo migliore da costruire, insieme.

Melania Scotto con la collaborazione di Ginevra, Maya e Camilla