POZZUOLI – Ripartono tutte le attività del Centro Serapide. Da oggi i circa 700 dipendenti del Centro Serapide sono al lavoro nelle sedi di Arco Felice, Toiano, Via Campana a Pozzuoli, Quarto, Villaricca e Mugnano chiuse a fine febbraio. Tutte le terapie sono ripartite, come la riabilitazione motoria, la logopedia, la telemedicina e la psicoterapia. Riapre anche il semiconvitto. Blindati i centri con rigidi protocolli interni: limitati gli accessi nelle sale mediche, oltre al distanziamento e al contingentamento delle presenze (l’accesso sarà dietro prenotazione e uno per volta), sarà previsto l’obbligo di mascherine, visiere e camici monouso per tutti.

MASSIMA SICUREZZA – I dispositivi di protezione individuale saranno distribuite nel momento dell’accesso a tutti i pazienti, oltre che ai terapisti e al personale. Al termine di ogni seduta di riabilitazione, inoltre, è prevista la sanificazione di tutti gli ambienti. Una macchina organizzativa che si è attivata per continuare a garantire ogni tipo di servizio e che non ha mai interrotto l’assistenza domiciliare per i malati più gravi dall’inizio dell’emergenza. Strutture all’avanguardia con zero contagi all’attivo, sia nella Rsa per anziani del Rione Toiano che al Sir per malati psichiatrici di Licola, Fusaro e Casoria. «Riapriamo dopo aver garantito la massima sicurezza sia per i dipendenti che per le migliaia di pazienti che da tempo sollecitavano la ripresa delle attività – spiega Angelo Lubrano, amministratore unico del gruppo – Un segnale di speranza per tutti. La riapertura avviene sulla base delle disposizioni regionali del 9 aprile e rafforzando ulteriormente il protocollo di sicurezza. D’altronde, in questi giorni non abbiamo mai interrotto le attività domiciliari, tra misure di prevenzione che applichiamo in ogni singola operazione che viene svolta a contatto con i pazienti. Non sono misure inedite, le abbiamo adottate anche nella Rsa del Rione Toiano dove abbiamo ricoverato 38 persone anziane»

L’IMPEGNO – «Qui è stato fondamentale il rapporto di fiducia che c’era tra i pazienti e i singoli operatori: mascherine, tute, guanti, disinfettanti, ogni strumento necessario per ridurre al minimo il rischio di contagio è stato utilizzato. – prosegue Lubrano- Dall’inizio di questa emergenza, la salute delle persone è stata sempre al primo posto. Non solo quella dei pazienti, ma anche quella degli operatori. Abbiamo lavorato nell’emergenza, introducendo misure drastiche quando ancora non si parlava di pandemia nella Rsa che viene da noi gestita assieme all’Asl Napoli 2 nord. Per prima cosa abbiamo interrotto i contatti con gli esterni, limitando l’accesso ai familiari. All’inizio non è stata facile da digerire ma poi tutti hanno compreso che era la cosa giusta. La salute delle persone è stata al centro di tutte le decisioni che abbiamo preso».