di Stefano Erbaggio

Uno dei siti dell'Ente Parco
Uno dei siti dell’Ente Parco

CAMPI FLEGREI – Che fine ha fatto il Parco Regionale dei Campi Flegrei? Istituito nel 2003 dalla Regione Campania, venne accolto come lo strumento che avrebbe permesso il superamento dei confini comunali, punto di incontro dove le istituzioni avrebbero potuto condividere un progetto comune tra di loro e con le realtà sociali, sperimentando modelli di sviluppo sostenibile.  Oggi è assente: è impossibile visualizzare il sito istituzionale ed i recapiti telefonici risultano inesistenti. Un breve excursus ci mostra come la partenza positiva sia stata smorzata nel 2010, quando l’allora neo-amministrazione Caldoro commissariò tutti i Parchi Regionali e ne ridusse drasticamente i finanziamenti.

 

MANCA IL PRESIDENTE – Il dottor Diego Giuliani appena subentrato nel 2010 come Presidente dell’Ente Parco all’ architetto Francesco Escalona, nel 2012 venne sostituito con la dottoressa Celeste Taranto. Nello stesso periodo, però, per una vicenda giudiziaria estranea al Parco, furono avviate delle indagini a carico del nuovo presidente, che in via precauzionale venne sospeso dalle funzioni di pubblico ufficio dalla Regione Campania. Le indagini dimostrarono, nel marzo 2013, la sua totale estraneità a qualsiasi reato, ma il provvedimento di sospensione non è stato revocato. Il Parco Regionale dei Campi Flegrei è pertanto privo di un Presidente nell’esercizio delle sue funzioni. A mancare è anche il Responsabile Amministrativo. L’ultimo, funzionario del Comune di Pozzuoli distaccato presso l’Ente Parco, non ha mantenuto l’incarico perché rientrato al Comune di provenienza come dispone una modifica alla legge regionale sulle aree protette apportata da legge finanziaria regionale.

 

TUTTO TACE – L’assenza del Responsabile Amministrativo comporta l’impossibilità da parte dell’Ente di stipulare nuovi contratti e di pagare le utenze di rete, a ciò è dovuta la mancanza di un sito internet e di un recapito telefonico funzionanti. L’assenza del Presidente del Parco è ben più grave: un esempio è il mancato finanziamento di 16 progetti PIRAP, per un totale di 2,5 milioni di euro da investire per il territorio. Progetti prodotti nei termini di presentazione dal Responsabile Unico del Procedimento incaricato, ma non ammessi al finanziamento per mancanza della firma del Presidente. Il compito di ripristinare questa situazione paradossale è della Regione Campania che, nonostante le richieste di informazioni, tace.

 

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