POZZUOLI – E’ uscito dal carcere Salvatore Carullo, 37 anni, genero del boss Gennaro Longobardi, arrestato per estorsione ai danni di una ditta edile impegnata nei lavori di ristrutturazione all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Nei confronti di Carullo sono stati disposti gli arresti domiciliari che sconterà nel comune di Castelvolturno. L’uomo era finito in manette nel maggio di 2 anni fa insieme al fratello del boss Ferdinando Longobardo e a Marco Vaccaro, 28enne di Quarto. I tre nei mesi scorsi sono stati condannati in II grado dalla Corte di Appello di Napoli: Carullo e Vaccaro a 3 anni e 4 mesi, Longobardo a 6 anni 2 mesi e 20 giorni.

LA VICENDA – Nel mirino della banda erano finiti un noto imprenditore edile di Pozzuoli e il titolare di una sala giochi di Monterusciello. Al primo, che si era aggiudicato un appalto da oltre 3 milioni e mezzo di euro per i lavori all’ospedale, Longobardo e Carullo chiesero una tangente da 150mila euro. All’epoca Longobardo, sorvegliato speciale, era ai vertici del clan dopo l’operazione “Iron Men” che aveva smantellato i gruppi di Ferro, Palumbo e Del Sole. Vaccaro, invece, aveva chiesto al piccolo imprenditore 400 euro mensili per l’installazione di macchinette videopoker. Estorsioni che avvenivano per nome e per conto del clan Longobardi, soldi che sarebbero serviti per rifocillare le casse dell’organizzazione criminale pochi mesi dopo l’arresto del capoclan Gennaro Longobardi, finito a sua volta in carcere insieme all’altro genero, Gennaro Amirante, sempre per il reato di estorsione ai danni del ristorante “Bobò” di Pozzuoli.

I PRECEDENTI – Nel “curriculum” criminale di Salvatore Carullo c’è anche un arresto per un tentativo di rapina a mano armata ai danni di un furgone che trasportava medicinali. Insieme a lui finì in manette anche Gennaro Amirante.