POZZUOLI – Mai come in questi giorni le strade nel Pd a Pozzuoli rischiano di dividersi. Ovviamente di una eventuale scissione non parla nessuno ma gli indizi sembrano portare tutto lì. A meno che non si decida per le primarie. Figliolia con Gerundo (suo personale candidato alla successione) Amirante e Del Vaglio sono schierati da una parte, Manzoni e quasi tutti gli altri, dall’altra parte. Nello stesso partito ma separati da un sì o un no. Sulla candidatura a sindaco di Gigi Manzoni. La spaccatura, che tra i dem comincia a trasparire attraverso le mezze parole dei soliti ben informati rischia di avere presto i suoi momenti di spettacolo. Troppe cose strane attorno al nome di Manzoni che comincia a non prendere bene questa sua corsa verso le elezioni del 2022 che tutto vorrebbe tranne che diventi una corsa a ostacoli. Le resistenze di Figliolia – com’era prevedibile – sono coriacee.

I FALLIMENTI – Esattamente come calcolato da Manzoni che però alla fine non vuole andare a scontri accesi con il sindaco uscente. Non ne ha interesse e non ne ha voglia. E quindi, ecco l’ipotesi che soprattutto i tanti suoi alleati vorrebbero realizzare nel caso in cui il Pd di Pozzuoli dovesse avere delle perplessità sulla candidatura a sindaco di Manzoni. Il Pd di Pozzuoli è da tempo che non ne azzecca una: l’ultima debacle, quella di Giordana Mobilio capolista alla Regione, è ricaduta sull’intero partito flegreo e pesa ancora. Con ripercussioni sulla sua credibilità a Napoli. Dunque è chiaro che le anime pie stanno lavorando in maniera forsennata per placare la voglia di Manzoni di andare avanti per conto suo se non dovesse avere il via libera in tempi brevi all’investitura. In ogni caso, lui, Manzoni, è già partito. A razzo. E con lui tanti. Troppi per poter pensare a una marcia indietro. Con o senza Pd. Con il grave rischio per il partito che a Napoli corre per conquistare Palazzo San Giacomo, di tornare a perdere una delle sue roccaforti.

LA TENSIONE – Perché uno scisma nel centro sinistra, con Manzoni candidato con delle liste civiche rischia davvero una frantumazione che i leader napoletani faranno di tutto per scongiurare. Ma la tensione è troppo alta: Figliolia è da tempo isolato, non accetta forzature e, sia pure di malavoglia, si dice disponibile a ipotizzare una candidatura di Manzoni. Anche se il suo preferito resta Gerundo, nonostante i suoi modesti risultati da assessore. Ma Manzoni è convinto di non aver bisogno della benedizione di Figliolia: se non dovesse arrivare il via libera dal direttivo Pd, è pronto a fare una corsa fuori dal Pd. Uno psicodramma soprattutto per il partito di Letta perché è evidente che se Manzoni dovesse davvero andar via, vuol dire che è passata la linea di Figliolia. E sarà, dunque, inevitabile che Manzoni verrebbe seguito dalle tante anime scontente e il Pd rischierebbe una disfatta. Con i 5 stelle che lavorano a Napoli per una intesa col Pd che a Pozzuoli, in ogni caso, li vedrebbe sembra relegati a un ruolo di secondo piano. Perché il candidato del centro sinistra verrà fatto dal Pd.