QUARTO – Sono tutti negativi i tamponi effettuati sul personale e sugli ospiti della casa di riposo all’interno della quale era deceduta una donna poi risultata contagiata dal coronavirus. In tutto sono 20 le persone sottoposte alle analisi, che ora possono tirare un sospiro di sollievo.

L’ASSURDA VICENDA – Dovranno però continuare la quarantena all’interno della struttura, al termine della quale – questo è l’auspicio di tutti – vengano ripetuti i tamponi. Una vicenda quantomeno assurda quella che ha riguardato il decesso di una 82enne, dimessa dall’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli appena 48 ore prima. Era il 23 marzo quando la donna viene ricoverata per una anemia emorragica. Una settimana dopo avrebbe potuto lasciare il nosocomio, ma dalla casa di riposo – attraverso il medico – viene richiesto che la 82enne vada in una struttura più adeguata, ma soprattutto che venga sottoposta a tampone. Ciò avviene il 4 aprile, con esito negativo, ma la dimissione arriva sette giorni dopo.

FOCOLAIO IN OSPEDALE – Nel frattempo, l’ospedale si trasforma in un vero e proprio focolaio e proprio durante quella emergenza, la donna torna nella casa di riposo dove morirà due giorni dopo. Il tampone post-mortem risulterà positivo, facendo scattare l’auto-isolamento per tutti. In altre parole, ciò che non si è fortunatamente verificato sarebbe nulla di meno di un mero colpo di fortuna: una donna infetta che non ha contagiato nessun altro e che era risultata negativa una settimana prima del decesso. Sette giorni durante i quali era stata ricoverata in un reparto trasformatosi improvvisamente in una sorta di Lazzaretto.