POZZUOLI – In queste ore molti cittadini puteolani stanno ricevendo, da parte del Comune, avvisi di pagamento relativi a morosità per consumi idrici pregressi e sui social network sta montando la protesta. Si tratta di bollette con importi anche di diverse migliaia di euro da pagare entro 60 giorni, che fanno riferimento anche ad annualità molto lontane nel tempo. «Come si fa a tartassare i cittadini anche in momenti di forte crisi come quello che stiamo vivendo? – si chiedono i due Consiglieri del M5S, Antonio Caso e Domenico Critelli – Solo pochi giorni fa abbiamo approvato in Consiglio Comunale la sospensione di tasse e tributi per i mesi di Marzo e Aprile 2020 proprio per aiutare i cittadini in difficoltà e adesso l’Amministrazione invia queste bollette “pazze” da pagare entro 60 giorni. Ma siamo impazziti? Si sospendano immediatamente queste richieste di pagamento, che tra l’altro in alcuni casi sembrerebbero abbondantemente prescritte ed in altri già saldate. In più, c’è da evidenziare che l’ufficio tributi, causa emergenza Covid19, sta funzionando a “scartamento ridotto” e c’è l’impossibilità di recarsi di persona per chiedere spiegazioni, se non in casi urgenti e previo appuntamento telefonico.»

LA RISPOSTA – In questi giorni diversi cittadini stanno ricevendo richieste di pagamento di canoni idrici non versati. L’amministrazione comunale precisa che non si tratta assolutamente di  “bollette pazze” – termine che usato impropriamente genera solo disinformazione e può assumere un carattere diffamatorio della legittima attività amministrativa – né delle bollette ordinarie trimestrali per le quali, si ricorda, lo scorso 15 aprile il Consiglio Comunale ha deciso il rinvio dei termini di scadenza (dal 15 aprile al 30 giugno 2020 per il 3° trimestre 2019 e dal 30 giugno al 31 luglio per il 4° trimestre 2019). Si tratta dunque esclusivamente di importi dovuti, canoni pregressi già scaduti e non versati dagli utenti non in regola con i pagamenti. Detto questo, l’amministrazione è pienamente consapevole del momento difficile che i cittadini stanno vivendo per l’emergenza sanitaria e il disagio economico, ma non avendo competenza nella sospensione dei termini di prescrizione, come invece avvenuto per il differimento dei termini di versamento e delle richieste di pagamento relative alle altre entrate comunali, ha dovuto procedere alla notifica dei succitati canoni. La sospensione dei termini di prescrizione spetta esclusivamente al governo e in questo senso l’amministrazione non solo si auspica, ma spinge assieme a tanti comuni affinché ciò avvenga. Nelle diffide, inoltre, non si minaccia alcun distacco dell’acqua e si informa che il pagamento può avvenire anche in forma dilazionata fino ad un massimo di 120 rate mensili. Ci sono poi 60 giorni di tempo da quando l’atto è stato ricevuto per richiedere eventuali ulteriori informazioni ovvero presentare eventuali istanze, ed è possibile contattare gli uffici comunali a mezzo telefono, mail o pec. Parimenti per l’eventuale impugnazione all’autorità giudiziaria, per effetto della disposizione contenuta nel comma 1 dell’art. 36 del decreto legge 23 del 2020, i termini cominceranno a decorrere dal prossimo 11 maggio 2020, salvo ulteriori differimenti che vorrà disporre il legislatore. Circa la prova di eventuali versamenti non considerati, infine, è sufficiente indicare la data, l’importo pagato e la modalità del versamento e, soltanto se necessario, allegare alla mail anche una foto del pagamento effettuato scattata con un cellulare. In ogni caso, qualora dovessero emergere singoli casi errati, il Comune prontamente rivedrà la propria posizione adottando i necessari atti.