La caserma Levante di Piacenza. Nel riquadro Giacomo Falanga

POZZUOLI – È stato fissato per domani mattina, davanti al Gip di Piacenza Luca Milani, l’interrogatorio di garanzia di Giacomo Falanga, appuntato puteolano, coinvolto nell’operazione Odysséus che ha portato, per la prima volta in Italia, al sequestro di una caserma dei carabinieri. Ieri il militare, che fino a qualche anno fa viveva nella zona conosciuta come “dietro la croce” a Pozzuoli, ha incontrato i suoi avvocati nel penitenziario di Piacenza. La difesa sostiene che sia necessario “differenziare i ruoli dei singoli in modo da comprendere bene le responsabilità“. Per i difensori di Falanga, nonostante quanto trapelato finora, non si tratterebbe, infatti, di un’organizzazione unitaria e granitica.

L’OPERAZIONE – Dodici misure di custodia cautelare in carcere, cinque misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, quattro misure dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, una misura dell’obbligo di dimora nella provincia di Piacenza e una denuncia a piede libero. Sono i numeri dell’operazione Odysséus che vede coinvolti dieci carabinieri. Cinque militari dell’Arma sono finiti in carcere, uno è agli arresti domiciliari, tre hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e uno l’obbligo di dimora. Il comandante di stazione Marco Orlando è ai domiciliari. I carabinieri finiti in carcere sono: Giuseppe Montella, Salvatore Cappellano, Angelo Esposito, Giacomo Falanga, Daniele Spagnolo. Le accuse sono – a vario titolo – di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica, violenza privata aggravata, truffa ai danni dello Stato. Il capo della Procura di Piacenza, Grazia Pradella, ha raccontato, durante la conferenza stampa, di un pestaggio di un cittadino arrestato e accusato di spaccio di droga attraverso prove false.

LE STAZIONI MOBILI OPERATIVE – Sono intanto già operative le due stazioni mobili dei carabinieri inviate a Piacenza dall’Arma data la chiusura della caserma Levante. I mezzi sono veri e propri uffici, con scrivania, poltroncine e tutto ciò che serve per formalizzare sul posto denunce da parte dei cittadini. Al momento i due mezzi arrivati a Piacenza si trovano entrambi in via Caccialupo, nei pressi della caserma sequestrata, ma potranno essere spostati in base alle esigenze.