I consiglieri del M5S Caso e Critelli in Prefettura in seguito ad alcuni esposti presentati contro l’amministrazione Figliolia

POZZUOLI – Appena tre anni fa potevamo raccontarlo semplicemente come un “pesce d’aprile”,  un qualcosa di irrealizzabile, inenarrabile per certi versi, vista la distanza ideologica e le issues che muovevano il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico a Pozzuoli. Tant’è vero che i diretti interessati, nonostante lo spirito dell’iniziativa, si affrettarono a smentire l’articolo da “pesce d’aprile” con il quale Cronaca Flegrea annunciava goliardicamente l’ingresso dei grillini Caso e Critelli nella maggioranza Figliolia. Oggi ci verrebbe da dire “ci scusiamo con i nostri lettori, quello non era uno scherzo, ma un articolo lungimirante”. Ebbene si. Dopo 5 anni di feroce opposizione i grillini, come è avvenuto in altre città d’Italia, sono “capitolati” davanti ai nemici di sempre entrando nel centrosinistra e alleandosi con il Partito Democratico, nonostante il celeberrimo mantra nazionale “Mai col Pd” o “Pdmenoelle”.

IL “CASO POZZUOLI” – Bisogna però riconoscere come nel corso degli ultimi 5 anni il Movimento 5 stelle a Pozzuoli abbia rappresentato la cosiddetta “mosca bianca”. Archiviate demagogia e retorica del grillinismo della prima ora, i due consiglieri comunali Caso e Critelli insieme alla base territoriale unita e compatta hanno costruito e dato vita a un’opposizione -insieme al consigliere Raffaele Postiglione- contraddistinta da serietà e credibilità. Esperienza forte e costruttiva che sembrava allontanare il trend nazionale che ha visto in molte città il matrimonio di due realtà politiche agli antipodi, condizione questa fomentata dalla propaganda del M5S che ha costruito la propria identità sull’anti-Pd.

LE ACCUSE – Ma come dice un politico puteolano “in politica quello che si dice oggi non vale domani”. E ci chiediamo: varrà lo stesso anche per le accuse che negli anni Caso e Critelli hanno rivolto al sindaco Figliolia, al Pd e a tutti i componenti del consiglio comunale con i quali da oggi siederanno allo stesso tavolo? Che ne sarà del pensiero di Figliolia che in consiglio comunale ha definito l’operato del M5S quale frutto di “Demagogia, incompetenza, fuffa e strumentalizzazione” e definito il leader Antonio Caso e i grillini come “Gente che quando parla non sa che cosa dice, che illude le persone, che non sa come si amministra e che molto probabilmente non ha fatto manco l’amministratore di condominio..” imputando loro di essere disonesti intellettualmente?

LO SCIOGLIMENTO PER CAMORRA – Veleno a cui Caso ha risposto con altro veleno ricordando i trascorsi poco felici di Vincenzo Figliolia, in particolare lo scioglimento per camorra del consiglio comunale durante la sua prima esperienza da sindaco e l’indagine sul mercato ittico di Pozzuoli che vede lo stesso Figliolia indagato per turbativa d’asta. “Sindaco, aspetto la pubblicazione di un suo libro sulla sua esperienza politica così magari potrò leggere come si fa a farsi sciogliere il proprio comune per infiltrazione camorristica, oppure come si fa a costruire un mercato che poi viene messo sotto sequestro con un investimento che era di 3-400mila euro e che arriva a un milione in più”. 

L’ATTENUANTE – Cinque anni di veleni, battaglie, denunce alla Procura che oggi vengono derubricati in nome “degli obiettivi perseguiti e da perseguire per la città”. Un legame con i centrosinistra e con il Pd che -è doveroso sottolineare- nasce dalla garanzia rappresentata da Paolo Ismeno, candidato a sindaco che per il M5S rappresenta l’elemento di discontinuità con dieci anni di governo Figliolia, l’unico profilo che per spessore politico e amministrativo può fare la differenza nella scelta di Caso, Critelli & Company. E’ l’unico motivo per il quale ai 5 Stelle è valsa la pena di diventare un movimento qualunque, senza più un’identità.