POZZUOLI – Dopo poco più di un mese dalla sua realizzazione, nella giornata di ieri è stata portata a termine la chiusura del pozzo di via Antiniana. La perforazione, realizzata nell’ambito del progetto di ricerca e sviluppo denominato “Geogrid”, doveva servire per sperimentare nuovi scambiatori di calore per lo sfruttamento della risorsa geotermica. Ma qualcosa durante lo scavo è andato storto e dal pozzo è venuta fuori una nuova e copiosa fumarola che ha immediatamente generato preoccupazione e proteste di cittadini, comitati e parte della comunità scientifica. Il 10 giugno il Comune di Pozzuoli, completamente all’oscuro di tutto, ha pertanto disposto, a scopo cautelativo, la sospensione dei lavori. Da qui un crescendo di polemiche, denunce, esposti, accuse e scaricabarile, che hanno portato la vicenda all’attenzione della politica regionale e nazionale e indotto la Procura di Napoli ad aprire un’indagine conoscitiva per fare chiarezza sull’accaduto. Di alcuni giorni fa la decisione di procedere alla chiusura mineraria del pozzo, in osservanza al principio di precauzione. Ieri la grossa valvola montata sul pozzo è stata chiusa, bloccando così la fuoriuscita delle emissioni gassose. Il “caso Geogrid” resta, invece, ancora aperto.