POZZUOLI – Non si è fatta attendere la risposta degli amici di Loris e Daniele, etichettati come “vandali” per averli ricordati con fumogeni e fuochi allo scoccare della mezzanotte del 28 ottobre, nel giorno del quindicesimo anniversario della loro morte. A scatenare il putiferio era stato un post su Facebook del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia accompagnato da un comunicato stampa diffuso a tutte le redazioni dei giornali attraverso il quale si denunciavano atti vandalici e la deturpazione del campetto del parco Bognar senza fare alcun riferimento alla manifestazione della serata precedente. Nella sua comunicazione il sindaco aveva annunciato anche un intervento da parte della Polizia Municipale a cui è stato dato mandato di effettuare controlli. Parole ritenute “inaccettabili” e che non sono andate giù agli amici di Loris e Daniele che da quindici anni a questa parte danno vita a manifestazioni per tenere viva la memoria nel luogo simbolo della tragedia, quel campetto che oggi è interessato da lavori di riqualificazione.

LA RISPOSTA DEGLI AMICI«Prima “violenti”, poi “drogati” e ora “vandali”. Sono anni che con questi aggettivi subiamo attacchi infamanti dalle massime cariche della città di Pozzuoli. A mezzanotte tra il 27 e il 28 ottobre, come ogni anno ci siamo dati appuntamento al Bognar per esporre uno striscione in onore Loris e Daniele ed illuminare il campetto per testimoniare quanto sia vivo in noi il ricordo per i nostri fratelli. Per questo siamo stati etichettati dal Sindaco come Vandali, per una piccola dimenticanza, nello specifico per 20 centimetri di cenere rimasta accidentalmente su una superficie ancora in lavorazione e quindi non ultimata. -hanno scritto sulla pagina Facebook dedicata a Loris e Daniele – Ieri siamo stati in silenzio perché il 28 ottobre, nel giorno del ricordo non abbiamo voluto alimentale polemiche strumentali. Chi lo ha fatto, ha dimostrato di non avere alcun rispetto per la Memoria di due ragazzi tragicamente scomparsi 15 anni. Abbiamo evitato di ricordare che questo intervento arriva dopo 15 anni di chiacchiere. Così come non abbiamo voluto puntualizzare che a causa dei lunghissimi lavori, il Comune abbia perso l’occasione di celebrare degnamente il quindicesimo anniversario della scomparsa di Loris e Daniele con la consegna del campetto alla comunità.»

LA STRUMENTALIZZAZIONE – «Ma alle chiacchiere preferiamo sempre i fatti. -hanno aggiunto-  Noi siamo gli stessi che in questi 15 anni hanno dato vita a decine di iniziative in quello spazio, dallo sport al sociale, dai cineforum alle giornate di animazione per bambini. Siamo quelli che abbiamo preferito asciugarci il sudore addosso fino al ritorno a casa, abbiam preferito i calli sulle mani, la schiena spaccata e le unghie piene di pittura perchè dovevamo realizzare a nostre spese una porta di calcio che non deve avere niente da invidiare a quelle degli stadi di serie A. Se il Sindaco vuole porre l’attenzione alla deturpazione, lo invitiamo a volgere il suo sguardo altrove in Città, non è difficile individuarla. Si impegni piuttosto per realizzare altri spazi di socialità. Il Campetto del Bognar è stato e rimarrà un luogo vissuto come Bene Comune, dove pervade il senso di solidarietà, di accoglienza e il valore dell’amicizia. Lo dimostrano i fatti, il resto è becera strumentalizzazione.»