POZZUOLI – Sulla loro testa pende una condanna all’ergastolo in quanto ritenuti mandanti ed esecutori del duplice omicidio che il 19 giugno del 1997 costò la vita agli allora boss di Toiano Raffaele Bellofiore e Domenico Sebastiano. Per quella strage Gennaro Longobardi, Gaetano Beneduce, Salvatore Cerrone e Nicola Palumbo sono accusati di essere mandanti ed esecutori. I quattro boss, tutti attualmente detenuti in regime di 41 bis, al termine del processo di I grado celebrato con rito abbreviato, il  9 gennaio del 2019 sono stati condannati al carcere a vita. Sentenza a cui gli avvocati dei boss si sono opposti facendo ricorso alla Corte di Appello che a breve dovrà pronunciarsi.

TUTTI IN CARCERE – Dei quattro l’ultimo a finire in carcere è stato il boss di Pozzuoli Gennaro Longobardi: fu arrestato nel 2017 insieme al genero Gennaro Amirante detto “scimità” per estorsione ai danni di un ristoratore, reato per il quale sta scontando 13 anni e 4 mesi; 8 anni invece per Amirante, condannato con rito abbreviato. Dietro alle sbarre dal 2003 si trova anche Salvatore Cerrone detto “Totore ‘o biondo”, boss di Quarto a capo della fazione del “bivio” legata ai Longobardi. E’ “dentro” da 11 anni invece l’altro capo cosca di Pozzuoli, Gaetano Beneduce, finito in manette nel settembre del 2009: fu arrestato dopo 3 anni di latitanza a bordo di un treno intercity che da Roma lo stava portando a Napoli. Infine è in carcere dal 2014 Nicola Palumbo detto “faccia abbuffata”: fu arrestato per estorsione e nelle scorse settimane è stato condannato a 25 anni di carcere al termine del processo “Iron Men”.