Giacomo PerrecaBACOLI – La revoca della delega alle Società Partecipate ad Alessandro Parisi e della nomina di Domenico Oriani a Liquidatore Unico del Centro Ittico Campano Spa. E’ quanto chiede l’avvocato Giacomo Perreca, già consigliere indipendente durante la consiliatura targata Coppola e padre del consigliere comunale Dario, attraverso una lettera indirizzata al sindaco Josi Della Ragione, al Presidente del Consiglio Comunale Domenico Mazzella, all’Assesore Parisi ed allo stesso Oriani. Qualora il Primo Cittadino non dovesse ottemperare alla sua richiesta, l’avvocato si dice pronto a sporgere denuncia all’Autorità Giudiziaria.

orianiL’ACCUSA – Accuse pesanti quelle che vengono mosse dall’avvocato Perreca (e che sta creando un certo imbarazzo in FreeBacoli di cui Dario è tra i fondatori), il quale accende i riflettori sulle ultime vicende che hanno coinvolto il Centro Ittico Campano, società in liquidazione interamente partecipata del Comune di Bacoli e che, ad oggi, rischia di perdere i “gioielli di famiglia”, cioè “Cinque Lenze” ed il “Parco della Quarantena”, nonché i fabbricati circostanti il lago nel caso in cui si dovesse incorrere in una procedura fallimentare. Perreca punta l’indice contro il Dottor Domenico Oriani, Presidente prima e Liquidatore poi del Cic, il quale a suo dire «per incapacità ad amministrare, ha contribuito fortemente al dissesto della società con l’attuale grave indebitamento e sfascio gestionale che ha costretto il Comune a prendere l’iniziativa di procedere allo scioglimento e messa in liquidazione del Cic».

Alessandro-Parisi (1)INCAPACITA’ ED INERZIA” – Ma ciò che, ancor più l’ex consigliere contesta è il fatto che «il Sindaco, anziché revocare immediatamente il dottor Oriani, lo ringrazia, lo premia e lo nomina quale Liquidatore Unico». «Incapacità ed inerzia del Sindaco e del Liquidatore – scrive – porteranno il Cic Spa al fallimento». Ma in questa vicenda, un ruolo importante è attribuito anche e soprattutto all’Assessore Alessandro Parisi, in quanto delegato alle Società Partecipate. «In quest’ultimo anno, cosa ha controllato il dottor Parisi? Nulla.  E l’attuale Sindaco, cosa ha controllato? Nulla! Pertanto – conclude – il dottor Parisi ed il Sindaco sono ugualmente corresponsabili, mentre, il dottor Oriani, dal canto suo, persevera nello sfascio dell’amministrazione societaria relativamente alla quale, ad oggi, neppure ha presentato una bozza del progetto di liquidazione»”.

LA LETTERA – Pubblichiamo, di seguito, la lettera consegnata presso la Casa Comunale di via Lungolago ove l’avvocato Perreca passa in rassegna i motivi del suo aut-aut e i solleciti nonché le denunce rivolti in questi anni ai Responsabili della partecipata. «L’avv. Giacomo Perreca, con studio in Bacoli (Na) alla Via A. De Curtis n. 55, nella qualità di cittadino del Comune di Bacoli, premesso che:– Le ultime vicende del CIC impongono una riflessione degli Organi responsabili, prima che la situazione si aggravi fino a rischiare lo stato d’insolvenza e la perdita del patrimonio di questa Società che, essendo interamente partecipata dal Comune, si può considerare come appartenente alla cittadinanza bacolese. E proprio a difesa di questi interessi sono costretto a redigere questa lettera aperta, nella speranza che su di essa possa aprirsi un dibattito, con la creazione di un tavolo sul quale discutere del futuro della Società e dei suoi beni; – con delibera n. 35 del 1° agosto 2015 il Consiglio Comunale di Bacoli ha espresso parere favorevole allo scioglimento e messa in liquidazione del C.I.C. S.p.A.; con la medesima delibera assembleare il socio unico Comune di Bacoli, in persona dell’attuale Sindaco, ha preso atto che il bilancio al 31.12.2014 presentava una perdita d’esercizio di € 1.088.417,00 ed una perdita complessiva di € 1.867.361,00 ed un patrimonio netto negativo di € 771.553,00; – con delibera del 4.8.2015 il C.I.C. S.p.A. ha deciso l’avvio della “procedura di scioglimento e messa in liquidazione del C.I.C. S.p.A.”; – il 5.11.2015, con verbale di Assemblea Straordinaria tenutasi presso la Casa Comunale, innanzi al Notaio Santangelo, viene approvato il bilancio del C.I.C. S.p.A., chiuso al 30.9.2015; in tale circostanza si prende atto delle notevoli perdite e pertanto, verificata la causa di scioglimento della società, si è provveduto alla nomina del Commissario Liquidatore».

IL “PREMIO” DEL SINDACO – «E così il nuovo Sindaco di Bacoli, nella persona del dott. Josi Gerardo Della Ragione, in rappresentanza del socio unico Comune di Bacoli “esprime piena condivisione” su quanto esposto nella propria relazione dal Presidente del Consiglio d’Amministrazione (dott. Oriani, residente in Roma) e così decide di premiarlo e di nominarlo quale Liquidatore Unico, conferendogli tutti i poteri di cui all’art. 2 2489 c.c., nonché la rappresentanza legale della S.p.A. C.I.C. nel periodo della liquidazione. Sì…è proprio così, il Sindaco, anziché revocare immediatamente il dott. Oriani, lo ringrazia, lo premia e lo nomina quale Liquidatore Unico del C.I.C.! Sono circa dieci anni che seguo le vicende del C.I.C. e con molteplici atti, ho sempre contestato operazioni illegittime e dannose avanzate dagli amministratori del C.I.C., quasi sempre con la connivenza dei Sindaci del Comune. E fu grazie alla mia tenacia che circa due anni fa fallì anche l’ultimo tentativo del Comune di Bacoli di consegnare il complesso delle “Cinque Lenze” nelle mani di discutibili società, che, infatti, si sono dileguate, lasciando nelle mani del Comune false fideiussioni bancarie. Adesso è arrivata l’ora di contestare le operazioni dell’attuale amministratore liquidatore del C.I.C., nella persona del dott. Domenico Oriani e del Sindaco del Comune di Bacoli nella persona del dott. Josi Gerardo Della Ragione».

cic-2bis-840x420RISCHIAMO DI PERDERE I BENI DEL CIC” – «Il dott. Oriani, sia quale Presidente che liquidatore del C.I.C., per la sua incapacità ad amministrare, ha contribuito fortemente al dissesto della società con l’attuale grave indebitamento e sfascio gestionale che ha costretto il Comune a prendere l’iniziativa di procedere allo scioglimento e messa in liquidazione del C.I.C. S.p.A.. Ovviamente, l’incapacità di amministrare continua, in maniera ancora più invasiva all’attualità, posto che vi è concreto pericolo che l’attuale procedura di liquidazione possa trasformarsi a breve in una procedura fallimentare della società C.I.C. S.p.A. in liquidazione. Nel qual caso la differenza non sarebbe affatto marginale! Infatti, mentre il Liquidatore gestisce la società con il supporto del socio Comune di Bacoli, diversamente, nella procedura fallimentare, il Liquidatore viene sostituito dal Curatore ed il socio Comune, non può dare indirizzi e viene estraniato; sarà il Giudice delegato al fallimento presso il Tribunale di Napoli a decidere insieme al Curatore fallimentare le sorti del C.I.C. allo scopo di soddisfare i creditori. Con la conseguenza che il Curatore Fallimentare, per soddisfare i creditori, venderà subito i “gioielli di famiglia”, cioè “Cinque Lenze” e “P.co Quarantena”, nonché i fabbricati circostanti il lago. INCAPACITA’ ed INERZIA, del Sindaco e del Liquidatore, porteranno il C.I.C. S.p.A. al fallimento.  Tra l’altro, sono costretto a denunziare quanto appresso, vista la mancata opposizione in Consiglio Comunale».

ORIANI SOTTO ACCUSA – «Il dott. Oriani si è già reso colpevole di grave INERZIA nell’amministrare la società; infatti sono ancora inattuati circa 100 titoli esecutivi di sfratto per finita locazione e morosità, giacenti presso lo studio del difensore del C.I.C. e tra meno di un anno molti titoli esecutivi (cioè sentenze emesse dal Tribunale e passate in cosa giudicata) andranno in “perenzione”, cioè diventeranno “carta straccia”.  Il costo, però, di queste cause non è affatto irrisorio: l’onere economico per il Comune è di oltre € 400.000,00 (quattrocentomila/00), ed il difensore del Comune si è trasformato, nell’ultimo anno, nel maggior creditore del C.I.C., avendo presentato diversi ricorsi ex art. 702 c.p.c. presso il Tribunale di Napoli. Tre dei cinque ricorsi sono già accolti dal Tribunale di Napoli la primavera scorsa ed in tutti e tre i casi il C.I.C. è rimasto contumace. Anzi, sembra che la società abbia addirittura smarrito “le carte” di diverse procedure. Solo dopo la mia denuncia orale al C.I.C., in persona del Dirigente, dott. Claudio D’Andrea, relativamente alle procedure in corso presso il Tribunale di Napoli in cui il C.I.C. è rimasto contumace, la società ha nominato un difensore. Questo è solo l’ultimo motivo, e dei più gravi, ma l’inerzia, ciononostante, continua: vedi diverse e consistenti morosità, mancata opposizione richiesta IMU per circa € 2.000.000,00.  E’, tra l’altro, opportuno far rilevare che la relazione del dott. Oriani, allegata al bilancio approvato dall’Assemblea Straordinaria del 5.11.2015, termina con queste parole “Riflettono tale patologia le rilevanti appostazioni di bilancio relative alle spese legali di difficile quantificazione previsionale”. Niente di più falso; l’avvocato puteolano già aveva richiesto più volte il pagamento delle sue parcelle, e diversi mesi prima il C.I.C. aveva già ricevuto la notifica di diversi ricorsi dal medesimo avvocato (almeno cinque) in cui le somme erano elencate e specificate, ma il dott. Oriani non le ha contestate e forse neppure lette. Perché? Andavano certamente contestate, una per una. Perché tanta INERZIA?  In verità il contenzioso del CIC si ingrossa di momento in momento; infatti pende, tra l’altro, il giudizio tra CIC e Papete s.r.l. in cui il Ctu designato dal Tribunale, a pag 46 del proprio elaborato, così conclude: “l’ammontare dei danni subiti dalla Papete s.r.l. e di cui dovrà essere ristorata dal CIC ammonta il tutto per complessivi € 444.446,00, oltre IVA come per legge”. Queste conclusioni, con molta probabilità saranno accolte dal Tribunale di Napoli con sentenza di condanna nei confronti del CIC, il tutto oltre le ingenti spese per gli onorari per gli avvocati e per il CTU. Invece, il dott. Oriani si attiva solo allorquando, su impulso dei precedenti amministratori comunali, stipula un nuovo contratto di locazione per la società che alleva cozze nel Lago Fusaro, notoriamente inquinato; oppure, per la stipula di contratti commerciali per Street Food sul lago Miseno, utilizzando però le più modiche tariffe agrarie ed in violazione della normativa urbanistica, e non solo..»

LE “COLPE” DI PARISI – «Nel contempo, sono costretto a contestare anche l’INERZIA dell’amministrazione Comunale, in particolare dell’Assessore alle Partecipate, nella persona del dott. Alessandro Parisi per i seguenti motivi. Da qualche anno il Comune di Bacoli ha acquistato la partecipazione societaria della S.p.A. Terme di Agnano e così il C.I.C. S.p.A. è diventata una “società in house”. ……. Per tale motivo la società C.I.C., con socio unico Comune di Bacoli, è sottoposta al CONTROLLO ANALOGO, come riferiva, tra l’altro, anche il Prof. Avv Carlo Di Nanni al Convegno del 16.10.2010, tenutosi proprio al Complesso Vanvitelliano del Fusaro, sul tema “Società miste o partecipate”, ove anch’io sono stato relatore.  Il cd. controllo analogo che il dott. Parisi, quale assessore alla società partecipate, avrebbe dovuto effettuare a mezzo del proprio ufficio, si articola attraverso: 1) il controllo societario; 2) il controllo sui servizi; 3) il controllo economico finanziario; 4) il controllo concomitante; 5) il controllo successivo; 6) il controllo sulla gestione; 7) il controllo ispettivo.  In quest’ultimo anno, cosa ha controllato il dott. Parisi? NULLA.  E l’attuale Sindaco, cosa ha controllato? NULLA! E pertanto, il dott. Parisi ed il Sindaco sono ugualmente corresponsabili, mentre, il dott. Oriani, dal canto suo, persevera nello sfascio dell’amministrazione societaria relativamente alla quale, ad oggi, neppure ha presentato una bozza del progetto di liquidazione».

L’AUT-AUT – «Pertanto, per tali gravissimi motivi, per dovere di coerenza ed a tutela degli interessi del mio paese mi vedo obbligato a denunciare tutto quanto su esposto ed a chiedere, espressamente ed urgentemente, che il Sindaco Voglia REVOCARE – al dott. Alessandro Parisi la delega di Assessore alle società partecipate; – al dott. Domenico Oriani la nomina a Liquidatore del C.I.C. S.p.A. in liquidazione.  Con espresso avviso che in mancanza tali provvedimenti, entro il termine di gg 30 dalla ricezione del presente atto, mi riservo di presentare denuncia all’Autorità Giudiziaria. Bacoli, 26 aprile 2016».