foto opposizioneBACOLI – Finisce disastrosamente l’esperienza politica di Josi Gerardo Della Ragione al Comune di Bacoli. Da stamane il Consiglio Comunale è ufficialmente sciolto. Uniti in un “abbraccio mortale” tra opposizione ed ex maggioranza, i consiglieri di Bacoli Libera, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono riusciti a mandare a casa il Primo Cittadino e la sua squadra di governo ad un anno esatto dall’insediamento della macchina amministrativa targata Freebacoli. Diverse le motivazioni che hanno spinto i 9 consiglieri a far chiudere anticipatamente il mandato alla classe politica in auge fino a poche ore fa. I consiglieri dimissionari del centrodestra sono Ermanno Schiano, Nello Savoia, Simone Scotto di Carlo e Monica Carannante.

josi-della-ragioneIL “PERCHE’” DEL CENTRODESTRA – «Questa mattina abbiamo rassegnato le dimissioni da consiglieri comunali. Il nostro è stato un atto dovuto, di responsabilità e rispetto verso tutti i cittadini di Bacoli – commentano i 4 membri dell’opposizione – Una decisione valutata e sofferta che abbiamo preso nell’interesse esclusivo del “Bene comune”, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato la vita politica e istituzionale della nostra città. In 12 mesi c’è stato un susseguirsi di avvenimenti che hanno portato all’immobilismo totale del paese, frenato da gravi lacerazioni istituzionali che rischiavano seriamente di portare ad un blocco totale della vita amministrativa della città di Bacoli».

“SINDACO DALL’ATTEGGIAMENTO DISPOTICO” – «Bacoli in questo momento ha bisogno di un’Amministrazione solida, capace e responsabile. Le nostre dimissioni non sono una resa, ma un atto d’amore verso la città. Il fallimento di Josi Gerardo Della Ragione è sotto gli occhi di tutti: l’ormai ex sindaco di Bacoli in 12 mesi non è stato capace di gestire la propria maggioranza in modo maturo e politicamente efficace. Ha calpestato le Istituzioni, ha utilizzato in maniera indecorosa la fascia tricolore per gestire la città in maniera dispotica. Ha preferito il muro contro muro, la guerra tra bande, la sceneggiata su Facebook e gli insulti nei confronti di tutti. Il risultato di questo atteggiamento totalitario è stato il fallimento del progetto “FreeBacoli”, utilizzato come strumento per una personale propaganda politica. Un fallimento – concludono i dimissionari – che passa per una indecorosa spaccatura interna e che ha aperto le porte al Commissariamento della città».