BACOLI – Riceviamo e pubblichiamo: «Gentile redazione di Cronaca Flegrea, vi scrivo per parlarvi di una situazione che va avanti da settimane senza che nessuno cerchi di risolverla. Una situazione che definire vergognosa è poco. Sono una cittadina di Bacoli e stamani mi sono recata agli uffici dell’ASL Na2 Nord di Cappella (Bacoli) per rinnovare la mia tessera sanitaria scaduta. In un paese civile la tessera dovrebbe rinnovarsi automaticamente e dovrebbe essere spedita a domicilio. O quantomeno nel 2022 ci si aspetterebbe che si possa fare tramite una procedura online. Ma niente di tutto questo sembra possibile. A Bacoli bisogna recarsi alle 7 di mattina fuori l’ASL – se si è fortunati – per segnarsi in lista su uno dei tanti fogli volanti fuori alla porta suddivisi tra “cambio medico”, “esenzioni”, “visite” e 2tessere sanitarie”. Alle 7.30/7.45 le liste erano già piene poiché l’ASL accetta solo un numero limitato di assistiti al giorno, per ciascuna di esse. Le volontarie dell’associazione nazionale carabinieri quindi, che svolgevano accoglienza e servizio d’ordine alle porte, mandavano via chiunque si presentasse dalle 8 in poi. Ma mi (e vi) chiedo: tutto questo vi sembra normale? Anziani non deambulanti, con patologie cardiache e difficoltà motorie mandati indietro già dalle 8 del mattino perché “le liste” erano piene.»

LE PROTESTE – «Ed al loro reclamare, le volontarie rispondevano dicendo che avrebbero dovuto presentarsi alle 5 del mattino e segnarsi in lista. A contrario di quanto fatto da altri disonesti che pur venendo alle 7, segnano i nominativi di altri amici e parenti che poi si presentano comodamente più tardi. A questo punto diversi cittadini indignati da questo atteggiamento hanno iniziato a lamentarsi ed un signore in particolare – che aveva preso un giorno di ferie dal suo impiego per il cambio medico – si è molto innervosito ed ha chiamato i carabinieri. Secondo i cittadini che protestavano, questo non era il giusto modo di organizzare la situazione. Nel frattempo l’enfasi e lo stress delle lamentele cresceva tra urla e spintoni di persone che cercavano solo di entrare all’ASL magari per chiedere informazioni. Era il delirio. All’arrivo dei carabinieri, la folla si è dispersa leggermente dato che gli agenti ordinavano di rispettare il distanziamento. Ma appena i militari sono andati via, la situazione è di nuovo peggiorata poiché i servizi funzionavano molto a rilento, entravano pochissime persone, faceva freddo e is cittadini erano stanchi di aspettare in piedi per oltre 4 ore. Il tutto è peggiorato quando una donna che era da poco salita agli uffici, si è sentita male ed ha avuto bisogno di un ambulanza. I servizi si sono completamente bloccati per quasi un’ora, non entrava ne usciva più nessuno. La gente si chiedeva se fosse normale che tutti i servizi di un intero distretto sanitario si bloccassero per un primo soccorso. Nel frattempo all’esterno della struttura l’assembramento aumentava poiché oltre alle persone in lista ne arrivavano moltissime altre per prenotare visite o chiedere informazioni. La situazione era davvero insopportabile, soprattutto per i più anziani, che in molti casi sono stati allontanati senza spiegazioni, senza capire cosa fare e senza nemmeno una sedia dove potersi poggiare; alcuni di essi erano tornati all’ASL diversi giorni perché non riuscivano a mettersi in lista o ad esempio perché il giorno precedente, altri volontari della stessa associazione, impedivano agli assistiti di accedere ai servizi dell’ASL, se sprovvisti di green pass (documento che invece, oggi, non è stato mai chiesto). Alle ore 11.30 sono riuscita ad entrare, io che ero decima di oltre 30 persone in lista. Mi chiedo se gli altri cittadini sono riusciti nell’impresa. Mi chiedo se la direzione del distretto è a conoscenza delle condizioni in cui vessano gli assistiti e come mai nessun dirigente si è degnato di uscire sebbene i cittadini hanno più volte richiesto la loro presenza per delle spiegazioni. Mi chiedo chi ha dato autorità ai volontari di questa associazione di fare da buttafuori alle porte dell’ASL trattando gli assistiti, soprattutto i più anziani, in questo modo e diffondendo notizie sbagliate (la necessità di green pass). Mi chiedo che senso ha organizzare le liste in questo modo per poi far aspettare 4/5 ore alle persone nel caos più totale e soprattutto fino a che punto questa mala gestione dei servizi sia tollerabile. È davvero questa la qualità di sanità pubblica che ci meritiamo?» (Maria Rosaria S.)