consiglio comunale 30 giugnoBACOLI – Raccontare questi ultimi due giorni di riunione d’Assise civica a Bacoli è impresa ardua. Tuttavia, il Consiglio Comunale svoltosi ieri sera, in seconda convocazione, sembra aver sancito senz’ombra di dubbio la fine di un progetto politico che potrebbe vedere l’attuale sindaco Josi Della Ragione deporre la fascia tricolore da qui a pochi giorni. Come in una sorta di teatro dell’assurdo che si caratterizza per i dialoghi senza senso capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma, anche a Bacoli, la “due giorni” appena conclusasi, ha prodotto uno spettacolo degno della migliore rappresentazione teatrale.

centro storico 2DOPPIA COALIZIONE? E’ BAGARRE – Accuse, offese, attacchi reciproci hanno fatto da fil rouge tra tutti i punti portati innanzi al tavolo del consesso civico. Oramai, è difficile distinguere le diverse realtà politiche esistenti all’interno della Casa Comunale. Da una parte un Primo Cittadino che, persa la sua maggioranza targata Freebacoli, sembrerebbe aver cercato “conforto” nel Partito Democratico. Dall’altra, a far fronte comune sono gli ex fedelissimi dell’associazione, costituitisi in un nuovo gruppo consiliare denominato “Bacoli Libera”, ed il centrodestra composto da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Una doppia coalizione che avrebbe trovato fondamenta nell’epilogo della prima seduta di Consiglio, quando la classe politica, non è riuscita a partorire un documento unanime attraverso cui approntare modifiche condivise alla Zona a traffico Limitato nel corso storico, disposta dal Sindaco nel marzo scorso.

bacoli liberaL’ “AFFRONTO” DI BACOLI LIBERA – Paradossalmente, le mozioni presentate dal Partito Democratico e da Bacoli Libera divergevano su pochissimi punti. Eppure, nel momento in cui il Sindaco ha palesato la volontà di fare “un passo indietro” votando favorevolmente alla mozione dei democratici, Bacoli Libera e il centrodestra hanno espresso voto contrario alla succitata mozione ed approvato, di contro, la proposta dei “dissidenti”. Un affronto? Un atto voluto? O un modo per dimostrare al capo dell’Esecutivo bacolese d’essere giunto al capolinea e di aver perso la sua maggioranza? Sta di fatto che a star con due piedi in una scarpa, prima o poi ci si sente stretti. E così, non avendo probabilmente le idee ben chiare sul da farsi, giunti alle “note dolenti” dei lavori di Consiglio, che riguardavano la riformulazione del piano decennale ed una variazione di bilancio, Bacoli Libera, fino a ieri costola della maggioranza ha deciso di abbandonare l’aula, facendo mancare il numero legale. Queste le ragioni della seconda convocazione per il giorno successivo.

bacoli libera abbandona l'aulaLA SECONDA CONVOCAZIONE – Manovre, quelle degli ex fedelissimi che proprio non sembrerebbero essere andate giù al Primo Cittadino. Sono infatti bastate soltanto 24 ore perché vomitasse addosso ai “cinque” tutto il proprio disappunto, accusando questi ultimi di aver stretto la mano al «nemico di sempre» e di aver cambiato casacca alla prima difficoltà. Un lungo j’accuse che avrebbe spinto i dissidenti ad abbandonare l’Aula consiliare in quanto «non valeva più la pena continuare inutili e ridicoli teatri», dal momento che «i consiglieri seduti tra i banchi devono essere considerati tutti uguali e per il bene del paese bisogna valutare la validità di una proposta in sé», anziché la bocca da cui esce. Questa la motivazione fornita dai consiglieri Alessandro Radice, Dario Perreca, Valentina De Cicco, Antonio Carannante ed Alessandro Capuano prima di voltare le spalle al consesso e al pubblico presente in aula.

L’ASTENSIONISMO DEI DISSIDENTI – In merito alla discussione dei punti previsti all’ordine del giorno, tra cui la Modifica al Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale, il gruppo sin da subito ha dimostrato di non voler assumere una posizione netta: l’astensionismo ha fatto da padrone ad ogni votazione. Forse perché i 5 erano reduci da una approvazione favorevole cosciente e consapevole del documento programmatico?

ciro mancinoIL RITARDO DEL PD – Numerosi gli assenti in seno all’opposizione. Presenti, ieri, soltanto i consiglieri di Forza Italia Monica Carannante e Simone Scotto di Carlo, nonché il capogruppo di Fratelli d’Italia, Nello Savoia. Assente in prima battuta anche il Partito Democratico che sin dalla sera prima aveva annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco. Un ritardo che ha destato non pochi “sospetti” in seno alla comunità. E vediamo perché. Abbandonata l’aula dai 5 consiglieri, anche il centrodestra ha lasciato i banchi della minoranza.

MANCA IL NUMERO LEGALE: SEDUTA ILLEGITTIMA – I presupposti perché la riunione venisse sciolta per mancanza di numero legale, c’erano tutti. O, almeno, fino alle 20,30 quando a prendere posto è stato proprio il democratico Ciro Mancino, pronto a far proseguire i lavori fino all’ultimo punto all’odg. Ma così non è stato. Non è stato infatti possibile discutere ed approvare il Riconoscimento dei Debiti Fuori Bilancio per mancanza del numero legale necessario alle deliberazioni. A sollecitare che venisse messa a verbale l’illegittimità della seduta, il consigliere Savoia, perché in palese violazione dell’articolo 43 del Regolamento Comunale.