POZZUOLI – La sua tripletta di sabato scorso in casa del Marianella ha rilanciato la Puteolana in testa alla classifica del girone A di Eccellenza e ha riacceso l’entusiasmo tra i tifosi dei diavoli rossi. Alessandro Malafronte è un centravanti di quelli veri, uno alla Gonzalo Higuain per intenderci, e quelle tre reti realizzate l’hanno portato anche in testa alla classifica cannonieri del girone. «Sono arrivato a Pozzuoli dopo che mi ha cercato il presidente Alessio Piantedosi – afferma Malafronte -. Ho subito accettato, perché questa è una piazza storica. Ho giocato in diverse piazze calorose, però entrare allo stadio Domenico Conte e sentire l’odore dell’erba e di un stadio vero come quello e vedere sempre più gente per noi calciatori è importante perché ci trascina. E dove non arriveremo con le gambe lo faremo con il cuore e poi, avere tutti quei tifosi per noi diventa tutto più semplice».
NEL CATANIA DEGLI ARGENTINI – «Ho fatto tutta la trafila del settore giovanile del Catania, giocando per tre anni nella squadra Primavera dei siciliani e, poi, sono andato in C2 a Milazzo – continua il bomber -. A Catania arrivai dopo che gli osservatori mi videro alla Scuola Calcio Santa Maria Assunta di Pompei. Io sono stato fortunato in quell’occasione, affrontavamo una squadra di Vico Equense e gli osservatori del Catania vennero a visionare due giocatori della formazione che affrontavamo e alla fine scelsero me e non loro. Sono stato per due anni in prima squadra e ho avuto la fortuna di essere convocato in serie A ma non ho esordito. In quella formazione c’erano i giocatori argentini e ho avuto come tecnici Simeone, Mihajlovic, Montella e Zenga. Come attaccanti avanti a me c’erano Maxi Lopez, Bergessio, Mascara e Gomez. Io scalpitavo dietro di loro».
IL FIUTO PER IL GOAL – «La stagione più bella? Direi quella a Pompei dove vincemmo i play off – continua Malafronte -. Andare a giocare in semifinale a Favara in Sicilia davanti a 5mila persone e fare risultato lì non è stato semplice. Poi, facemmo la finale a Modica davanti ad un pubblico importante e vincere in trasferta per 1-2 non era da tutti. Io sono un attaccante a cui piace giocare molto con la squadra, non sono il classico numero nove che aspetta la palla in area. Mi piace molto attaccare la profondità. Un centravanti a cui piace molto segnare».
IL TRIDENTE DELLE MERAVIGLIE – «I primi difensori della Puteolana siamo noi attaccanti – dice il bomber dei diavoli rossi della Solfatara -. Noi difendiamo per i nostri compagni della difesa e a loro volta loro attaccano per noi. Siamo un gruppo compatto e coeso, l’importante è che arriva il risultato. Poi, chi segna non ha significato. Se arrivano le reti mie, di Mansour, di Simonetti o di Cavallo siamo soddisfatti. L’importante è che per la Puteolana ogni domenica arrivano i tre punti. Noi puntiamo a migliorare e lavoriamo in silenzio ogni settimana».
LA SPECIALITA’ DELLA ROVESCIATA – «La mezza rovesciata di sabato a Scampia? Io già ci avevo provato in casa contro il Pomigliano e non mi andò bene – conclude Malafronte -. Ci riprovai al Conte contro il Castel Volturno e ci andai molto vicino. Sabato non ci ho pensato due volte quando ho visto quella palla lanciatomi da Simonetti. Diciamo che è un gesto tecnico che mi piace ed è nelle mie corde. Ci proverò ancora. Ai tifosi della Puteolana promettiamo di regalare un piccolo sorriso la domenica durante la gara. Poi, alla fine tireremo le somme. Le nostre avversarie più agguerrite? Il Portici a livello numerico sta davanti a tutti. Poi, ci sono Pomigliano, Quarto, Albanova e Pompei».





























