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Case ACER di Pozzuoli, le istituzioni non convincono gli sfollati «La protesta continua, ora tutti a Roma»

Case ACER di Pozzuoli, le istituzioni non convincono gli sfollati «La protesta continua, ora tutti a Roma»
  • Pubblicato29 Settembre 2026

POZZUOLI – Nella giornata di ieri una delegazione di abitanti delle case ACER ha incontrato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’assessora alle politiche abitative Claudia Pecoraro, e il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, per avere risposte sul proprio futuro. Insieme agli attivisti della rete “Pozzuoli Esiste Ancora” gli inquilini hanno messo sul tavolo una serie di rivendicazioni, tra cui la messa in sicurezza delle abitazioni per tutti gli inquilini; la richiesta che se la soluzione individuata deve essere abbattimento e ricostruzione questa deve avvenire in loco, per tutti e tre i rioni coinvolti (Artiaco, Cappuccini e Solfatara); infine soluzioni abitative dignitose nell’attesa della restituzione degli alloggi, visto che il CAS – a detta degli sfollati – finora non ha funzionato e gli accordi con Federalberghi offrono soluzioni troppo distanti da Pozzuoli.

LE RIVENDICAZIONI – «Dal Presidente Fico abbiamo avuto risposte parziali che rimandano tutte al nuovo decreto che stanno scrivendo assieme al Governo. – fanno sapere i rappresentanti della delegazione – Tra i pochi impegni concreti presi c’è l’abbattimento e ricostruzione in loco di due rioni su tre, ovvero Artiaco e Cappuccini; il Rione Solfatara è per la Regione il quartiere “sacrificabile” in fase di contrattazione con il governo che è deciso a imporne la delocalizzazione. Delle soluzioni abitative per gli sfollati ancora non c’è traccia. Da questo incontro gli abitanti ne escono con tante parole e promesse di prese in carico ma senza alcuna risposta concreta. Ancora una volta la palla è stata lanciata in avanti scaricando tutto sulla contrattazione con il governo sul prossimo decreto legge la cui discussione è prevista tra il 7 e il 15 ottobre. Noi delle istituzioni, pronte a sacrificare i nostri quartieri sul tavolo delle trattative, non ci fidiamo. Perciò la lotta deve continuare fin quando non saranno soddisfatte tutte le nostre rivendicazioni. Andiamo tutti e tutte a Roma, portiamo le nostre rivendicazioni anche al governo»