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Pozzuoli

L’opposizione dopo il dossier sullo stato di emergenza: «Il futuro di Pozzuoli non può essere deciso altrove»

L’opposizione dopo il dossier sullo stato di emergenza: «Il futuro di Pozzuoli non può essere deciso altrove»
  • Pubblicato25 Agosto 2026

POZZUOLI – Stato di emergenza, legge speciale per i Campi Flegrei, misure immediate per famiglie e attività economiche e soprattutto il ritorno del confronto politico all’interno del Consiglio comunale. I consiglieri comunali di opposizione Marzia Del Vaglio, Carlo Morra, Gianluca Sebastiano e Riccardo Volpe tornano all’attacco sulla gestione dell’emergenza bradisismica e annunciano di essere pronti ad azioni
dimostrative qualora continui il silenzio istituzionale. Al centro della presa di posizione c’è la relazione sottoscritta da tre dirigenti comunali a sostegno della richiesta dello stato di emergenza, documento al quale i consiglieri affermano di aver avuto accesso e che descriverebbe una situazione particolarmente critica per la città. «La relazione mette nero su bianco una realtà che non può più essere ignorata: i danni sono troppi e quanto fatto finora non è sufficiente a rispondere ai bisogni della città – dichiarano i consiglieri Del Vaglio, Morra, Sebastiano e Volpe – servono misure drastiche e urgenti e una riflessione seria sul futuro di Pozzuoli». Questa mattina i quattro esponenti dell’opposizione hanno presentato un nuovo ordine del giorno con il quale chiedono che Pozzuoli richieda formalmente lo stato di emergenza e che venga nominato un commissario su base locale, individuato tra soggetti che conoscano il territorio e le sue esigenze. Nel documento vengono avanzate anche alcune proposte che, secondo i firmatari, dovrebbero essere adottate indipendentemente dal riconoscimento dello stato di emergenza: un sistema di controllo sugli affitti, sospensione dei mutui, requisizione delle abitazioni vuote e annullamento urgente dei tributi. L’opposizione chiede inoltre una legge speciale per i Campi Flegrei e un grande programma di rigenerazione urbana, sostenuto da risorse adeguate e tempi certi, per garantire alla città un futuro che tenga insieme sicurezza, identità e permanenza sul territorio. Lo scontro diventa però soprattutto politico. A 23 giorni dalla scossa, sottolineano i quattro consiglieri, non è stato ancora convocato il Consiglio comunale richiesto dalle opposizioni immediatamente dopo l’evento.

ASSENZA DI CONFRONTO – Una situazione che diventa ancora più evidente alla vigilia della seduta del Consiglio regionale prevista per giovedì. «Se c’è un posto dove si stanno decidendo le sorti della nostra città, questo non è Pozzuoli – affermano i quattro consiglieri – non possiamo accettare che decisioni così importanti vengano prese tenendo fuori la politica cittadina. Nelle precedenti crisi bradisismiche, con maggioranze e stagioni politiche diverse, Pozzuoli seppe unirsi nell’interesse della città». Del Vaglio, Morra, Sebastiano e Volpe contestano anche quella che definiscono una rappresentazione di un ritorno alla normalità che non corrisponderebbe alle reali condizioni della città. Secondo l’opposizione, anni di inerzia sul tema del bradisismo stanno oggi mostrando tutte le proprie conseguenze, mentre diventa indispensabile costruire immediatamente una prospettiva di lungo periodo per Pozzuoli. I quattro consiglieri continueranno quindi a chiedere la convocazione del Consiglio comunale e, qualora non arrivasse la convocazione entro questa settimana, si dicono pronti a mettere in campo azioni dimostrative per riportare al centro del dibattito pubblico e istituzionale il futuro della città. «La politica deve tornare ad ascoltare la città e scegliere esclusivamente nell’interesse di Pozzuoli, indipendentemente dalle imposizioni di partito e da qualsiasi altra circostanza – concludono Del Vaglio, Morra, Sebastiano e Volpe. Noi ci siamo».