Messe all’aperto e matrimoni annullati: 13 chiese fuori uso a Pozzuoli “Ma noi resistiamo con la gente”
POZZUOLI – Tredici chiese messe fuori uso dalle scosse, matrimoni annullati e dirottati altrove, messe celebrate nelle piazze e davanti alla chiese danneggiate, sacerdoti che confessano i fedeli per le strade, appartandosi nei vicoli e davanti ai negozi chiusi per trovare un minimo di riservatezza. Il sisma ha colpito anche l’intera comunità cattolica, costretta a fare i conti con i danni subiti dalle chiese, che per alcuni sono stati ingenti. Ad oggi gli edifici resi inagibili dalla scossa di dodici giorni fa sono tredici, mentre solo sette restano aperte in tutta la città. Nel perimetro che comprende il centro storico, via Napoli e l’intera parte alta di Pozzuoli tutte le chiese sono state chiuse per motivi di sicurezza a seguito di danni lievi e meno lievi: Santa Maria delle Grazie nella piazza della Repubblica, Santa Maria della Purificazione, San Marco, San Raffaele, San Gennaro, Santa Maria Annunziata, San Giuseppe, San Vincenzo Ferrer, Sacro Cuore ai Gerolomini e il Tempio-Duomo al Rione Terra. Tre invece erano già state chiuse dopo le precedenti crisi sismiche: l’Assunta alla Darsena, Santa Maria della Consolazione e San Francesco D’Assisi e Sant’Antonio da Padova. Fuori uso anche la chiesa di San Luca e Santi Eutiche ed Acuzio ad Arco Felice, restano in funzione solo sette chiese nei quartieri di Monterusciello, Licola e Toiano dove sono stati dirottati matrimoni e battesimi.
IL RACCONTO – “Facciamo la messa alle 19 di sera in Piazza della Repubblica, perché è centrale, si sta freschi e ci sono vie di fughe in caso di scosse. Anche le confessioni le faccio in strada, in luoghi appartati, davanti alla serranda di un negozio chiuso, in un vicolo – spiega Don Tonino Russo, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie – Fino a novembre avevamo una decina di matrimoni che da noi sono stati annullati. Ora la priorità però sono i cittadini che non hanno più una casa e i commercianti, poi viene la Chiesa. Devi dire che la comunità è unita e il Vescovo è sempre tra noi, molto presente e vicino ai cittadini”. Tra panchine, aiuole e muretti sono tanti i parroci che ogni giorno celebrano le funzioni religiose, contribuendo anche loro a dare un segnale di speranza e resilienza alla popolazione colpita dal sisma “La nostra chiesa era già chiusa a causa della precedente crisi sismica – racconta Padre Manuel, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Consolazione – Ma noi andiamo avanti e con le messe all’aperto il venerdì, sabato e domenica nella villetta del Carmine”.





























