SOS di commercianti e imprenditori di Pozzuoli ai Ministeri del turismo e delle Imprese «Sette punti per ripartire» – LA LETTERA
POZZUOLI – I commercianti chiedono aiuto. Lo fanno con una lettera inviata Ministero del Turismo, al Ministero Imprese e del Made in Italy, al Prefetto di Napoli, al Presidente della Regione Campania e al sindaco di Pozzuoli con oggetto “Richiesta di dichiarazione dello stato di crisi economica e di adozione di misure urgenti e straordinarie a sostegno delle imprese della città di Pozzuoli e dell’area flegrea colpite dall’emergenza bradisismica”. Il documento è a firma di Confcommercio Pozzuoli, Unimpresa Pozzuoli, Federalberghi Campi Flegrei, Campi Flegrei Active, Cesi, e CNA. «Sebbene il fenomeno bradisismico interessi il territorio flegreo ormai dal 2023, gli ultimi eventi hanno determinato un definitivo punto di svolta. L’intensificarsi dell’attività sismica ha alimentato un diffuso clima di paura, incertezza e sfiducia tra cittadini, visitatori e operatori economici, producendo conseguenze sempre più pesanti sul sistema produttivo locale. – si legge nella nota -Le imprese stanno affrontando una situazione senza precedenti: si registrano quotidianamente cancellazioni di prenotazioni, drastici cali di fatturato, riduzione dei consumi, diminuzione delle presenze turistiche e crescenti difficoltà nel sostenere i costi di gestione. Molte attività rischiano concretamente la chiusura definitiva, con gravissime ripercussioni occupazionali e sociali e con il concreto pericolo di una progressiva desertificazione economica del territorio. Quella che inizialmente appariva come una mera emergenza legata al rischio sismico si è ormai trasformata in una vera e propria emergenza economica e sociale, che impone interventi immediati, concreti e straordinari. Particolarmente critica risulta la situazione nella cosiddetta “zona ristretta di intervento”, individuata dalla Protezione Civile all’interno della zona rossa sismica. In tale area numerose imprese hanno già dovuto sospendere o cessare la propria attività a causa dell’inagibilità degli immobili, mentre le attività ancora operative stanno subendo gravissime perdite economiche dovute sia alla diffusa percezione di insicurezza sia alle limitazioni della viabilità conseguenti alla chiusura di numerose strade. Anche nel restante territorio flegreo, pur in presenza di danni strutturali meno evidenti, si registra un significativo rallentamento dell’economia, con una sensibile contrazione delle presenze e degli incassi.»
LE RICHIESTE – «Le imprese – scrivono – non possono essere lasciate sole ad affrontare una crisi che non deriva da errori imprenditoriali o da dinamiche di mercato, bensì da un evento straordinario ed eccezionale che coinvolge un intero territorio». Per tali ragioni, le Associazioni di Categoria, in rappresentanza delle imprese locali, chiedono: l’annullamento dei tributi locali per l’anno in corso; la sospensione dei contributi previdenziali, degli adempimenti fiscali e dei relativi versamenti; la sospensione delle rate di mutui, finanziamenti bancari e leasing; l’attivazione di specifici ammortizzatori sociali, mediante: cassa integrazione straordinaria per le imprese costrette alla sospensione o alla riduzione dell’attività; de-contribuzione al 100% del costo del lavoro per le aziende che mantengono i livelli occupazionali. Il riconoscimento di un credito d’imposta destinato agli interventi necessari per il ripristino delle condizioni minime di operatività e sicurezza degli immobili danneggiati; l’introduzione di un credito d’imposta pari al 60% dei canoni di locazione sostenuti dalle imprese per gli immobili destinati all’esercizio dell’attività economica, quale misura straordinaria finalizzata a garantire la continuità aziendale e a scongiurare la chiusura delle attività operanti nel territorio interessato dall’emergenza. L’istituzione di un contributo straordinario a fondo perduto, destinato alle imprese operanti alla data dell’evento sismico e alle nuove iniziative imprenditoriali che decideranno di investire nel territorio, quale concreto strumento di sostegno e di rilancio dell’economia locale. Per le imprese già operanti, il contributo dovrà essere calcolato con cadenza mensile sulla perdita di fatturato superiore o uguale al 30% registrata rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente (ad esempio: agosto 2026 rispetto ad agosto 2025), secondo il seguente criterio: 20% della perdita di fatturato per le imprese con ricavi fino a € 400.000; 15% della perdita di fatturato per le imprese con ricavi compresi tra € 400.000 ed € 1.000.000; 10% della perdita di fatturato per le imprese con ricavi superiori a € 1.000.000. Per le nuove iniziative imprenditoriali, si chiede l’individuazione di specifiche forme di sostegno economico e di incentivazione agli investimenti, al fine di favorire la nascita di nuove attività e contribuire al rilancio del tessuto produttivo dell’area flegrea.
LA COLLABORAZIONE – «Si ritiene inoltre indispensabile che la Regione Campania si faccia promotrice presso il Governo della richiesta di riconoscimento dello stato di crisi economica dell’area flegrea, affinché possano essere attivate risorse straordinarie e misure eccezionali a tutela dell’intero sistema produttivo. – scrivono i rappresentanti di categoria – I Campi Flegrei rappresentano uno dei più importanti poli turistici, culturali, archeologici e termali del Mezzogiorno e costituiscono un asset strategico non solo per la città di Pozzuoli, ma per l’intera Città Metropolitana di Napoli e per il sistema turistico nazionale. La perdita di competitività di questo territorio avrebbe inevitabili ripercussioni sull’occupazione, sugli investimenti, sull’indotto e sull’attrattività internazionale della destinazione. Per tali ragioni, gli interventi richiesti non devono essere considerati esclusivamente misure di sostegno a favore delle imprese locali, bensì un investimento necessario per preservare un patrimonio economico, turistico e culturale di rilevanza nazionale. Un mancato e tempestivo intervento rischierebbe infatti di produrre danni permanenti al tessuto produttivo dell’area flegrea, compromettendo la ripresa economica dell’intero territorio metropolitano e disperdendo un patrimonio imprenditoriale costruito in decenni di attività. Le imprese di Pozzuoli hanno sempre dimostrato resilienza, capacità di adattamento e un profondo attaccamento al proprio territorio. Oggi, tuttavia, tali qualità non sono più sufficienti. Senza un intervento rapido e concreto delle Istituzioni, il rischio è quello di assistere alla chiusura di numerose attività economiche, alla perdi alla perdita di centinaia di posti di lavoro e a un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale dell’intera area flegrea. Le Associazioni di Categoria ribadiscono la propria piena disponibilità a collaborare con tutte le Istituzioni competenti per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e tempestive, nella convinzione che soltanto attraverso un’azione condivisa sarà possibile garantire un futuro alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini del territorio.»





























