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Colata di cemento sulla spiaggia di Licola: maxi abuso a Pozzuoli

Colata di cemento sulla spiaggia di Licola: maxi abuso a Pozzuoli
  • Pubblicato8 Aprile 2026

POZZUOLI – La costa campana continua a essere teatro di una guerra silenziosa, dove a perdere sono sempre i cittadini e l’ambiente. Il diritto di accesso al mare, quello che dovrebbe essere un bene comune diventa un privilegio per pochi, viene impedito da barriere insormontabili e colate di calcestruzzo che sfregiano il paesaggio. L’ultima segnalazione shock arriva da Licola Mare. Un cittadino ha documentato con un video quella che appare come una vera e propria muraglia di separazione tra il lido privato e la spiaggia libera. Una distesa di cemento recente che domina l’arenile, trasformando una bellezza naturale in una piattaforma industriale. Ma la gravità non si ferma all’estetica: per passare da un lato all’altro, i bagnanti sono costretti a un percorso degradante e pericoloso. L’unico passaggio è un antro di roccia che, con l’alta marea, diventa una trappola d’acqua, obbligando persone di ogni età a scalare scogli scivolosi e bagnarsi per poter semplicemente camminare sul bagnasciuga.

LA DENUNCIA – “Siamo davanti a un’arroganza senza confini,” — dichiara il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli — “questa non è impresa balneare, è occupazione militare del territorio. Come si può permettere che un cittadino debba rischiare di rompersi l’osso del collo tra gli scogli per raggiungere la spiaggia libera? Il mare è di tutti, ma qui sembra che il cemento abbia più diritti delle persone.” “Abbiamo immediatamente deciso di presentare un esposto alla Polizia Municipale e alle autorità competenti per verificare se questa colata di cemento sia autorizzata o se si tratti dell’ennesimo abuso edilizio in riva al mare. Vogliamo sapere chi ha permesso questa recinzione fisica che nega la libertà di movimento. Chi occupa abusivamente o chiude l’accesso al demanio deve essere sanzionato duramente e le strutture devono essere abbattute. Non daremo tregua ai ‘signori del cemento’ finché l’ultima spiaggia non sarà restituita alla collettività.”