POZZUOLI – Era il 28 luglio del 2013 quando il bus turistico sfondò le barriere bordo-ponte del viadotto autostradale dell’A16, finendo giù dalla scarpata dopo un volo di 30 metri. Quaranta le vittime della strage di Monteforte Irpino. Ieri, con la lettura della sentenza, si è concluso il processo in primo grado: otto condanne e sette assoluzioni. La Procura di Avellino si prepara a ricorrere in Appello. Forte la rabbia dei familiari, alcuni in lacrime, per l’assoluzione dell’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci.

Luigi Di Maio

IL VICEPREMIER – «Le sentite queste grida? Sono quelle di chi si sente dire dallo Stato che non esiste un colpevole per la morte di suo figlio, sua figlia, sua mamma, suo papà, suo fratello, sua sorella. Morirono in 40 precipitando giù da un cavalcavia con un pullman in provincia di Avellino. Quel guard rail di Autostrade poteva reggere invece di essere tranciato come carta velina? Secondo molti esperti e periti che hanno preso parte al processo, sì! Secondo i giudici, invece, Autostrade per l’Italia non ha colpe. E’ incomprensibile. Ma il mio non è un attacco ai giudici – sono le parole del vicepremier Luigi Di Maio – . Il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Avellino dopo l’assoluzione dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci lo capisco e mi fa incazzare. Per essere chiari: io ce l’ho con la feccia politica che in questi anni ha firmato ad Autostrade contratti capestro che li solleva da ogni responsabilità, dandogli tutte le garanzie economiche e legali del caso». Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro va avanti a muso duro e annuncia: «Non so quanto tempo ci vorrà, ma le autostrade ce le riprendiamo. Non dimentico la promessa fatta ai familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova: toglieremo la concessione ad Autostrade per l’Italia. Chi sbaglia paga e deve essere messo in condizioni di non nuocere più».

IL COMMENTO DI AUTOSTRADE – La sentenza per la strage del bus non ha soddisfatto completamente la società Autostrade e i suoi avvocati. Autostrade per l’Italia (gruppo Atlantia) in un comunicato scrive che «nel ribadire nuovamente la più profonda e sentita vicinanza ai parenti delle vittime, esprime rammarico in merito alla sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Avellino nei confronti delle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Cassino nella sentenza per la strage del bus sull’A16 del 2013». I legali dei dirigenti e dei funzionari coinvolti, si legge in una nota di Aspi, si riservano la lettura delle motivazioni per ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal Giudice, a fronte delle solide argomentazioni difensive proposte dagli imputati nel corso del dibattimento che hanno dimostrato la correttezza del loro operato. Autostrade per l’Italia sottolinea che nel corso del dibattimento è emerso che la causa dell’incidente è riconducibile alle disastrose condizioni del bus. «La sentenza sconfessa l’ipotesi accusatoria in cui erano indagati tutti i vertici apicali della società, addirittura l’amministratore delegato per cui era stata chiesta, senza alcun fondamento e dopo che la difesa aveva dimostrato ampiamente la correttezza del suo operato, una pena di 10 anni di reclusione» ha detto Giorgio Perroni, difensore di Autostrade per l’Italia che annuncia ricorso in Appello contro le condanne. «Dopo la lettura del dispositivo il primo pensiero va a chi, a mio avviso, è stato ingiustamente condannato. Cercheremo di ribaltare questo verdetto in Appello – incalza Perroni – e siamo sicuri di ottenere l’assoluzione di chi è stato condannato oggi».