Mario Massimiliano Cutolo

POZZUOLI – «Camorristi che girano tra le strade di Pozzuoli non ce ne sono; il sindaco Figliolia ha ragione. Al contempo, però, sul nostro territorio è necessaria un’intensificazione dei controlli. La nostra è una realtà tranquilla soprattutto in inverno, ma durante la stagione estiva assistiamo ad un aumento dei reati predatori. L’intera area flegrea è impropriamente affollata e non ci sono i mezzi per gestire il caos». A dirlo è Mario Massimiliano Cutolo, coordinatore della Lega per l’area flegrea, in risposta al ping pong di accuse tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il primo cittadino di Pozzuoli. Se da un lato Cutolo strizza l’occhiolino a Figliolia, sposando la sua tesi in difesa della città, dall’altro non risparmia alcune critiche nei confronti dell’amministrazione comunale di cui fa parte: «Nei mesi estivi registriamo grossi problemi sul fronte della vivibilità e della viabilità. Inoltre non abbiamo mosso un dito perché la stazione dei carabinieri restasse a Licola. Era un presidio di legalità importante per un territorio tanto martirizzato».

LA POLEMICA – La diatriba tra il sindaco puteolano e il leader del Carroccio è nata dopo le parole proferite da don Gennaro Pagano, direttore del Centro educativo della diocesi di Pozzuoli, che si è detto “indignato” nei confronti del vicepremier Salvini che «ringrazia Maria di Nazareth per l’approvazione di leggi che non incentivano il soccorso e l’aiuto ai deboli ma lo limitano, lo sanzionano, lo criminalizzano». Nella sua replica, parlando del Decreto Sicurezza bis approvato dal governo, Salvini ha affermato che la prevista assunzione dei nuovi funzionari di giustizia serve anche «a notificare le condanne definitive ai troppi delinquenti a spasso: tra loro ci sono anche dei camorristi che magari girano per Pozzuoli». Da qui la decisione del sindaco Enzo Figliolia di rispondere per le rime: «Pozzuoli è sempre stata un’isola felice rispetto a tante altre realtà in cui è nota la presenza della criminalità organizzata, e continua ad esserla anche grazie al lavoro svolto negli ultimi anni dalla magistratura e dalle forze dell’ordine che hanno spento sul nascere possibili focolai malavitosi con azioni puntuali ed efficaci».